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Reddito di contadinanza

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  Leggo di nuovo, per la sua attualità, il libro “ Reddito di contadinanza – l’agricoltura al centro della transizione ecologica ” - uscito nel febbraio del 2024 per Manifesto libr i nella collana “ attenti ai dinosauri”, a cura della mitica Luciana Castellina - di grande attualità, che merita di essere letto e promosso perché spiega quella che è sempre stata una questione aperta, ancor più oggi, l’agricoltura. Un libro, presentato a Termoli subito dopo la pubblicazione, scritto da Famiano Crucianelli , già parlamentare, sottosegretario agli esteri nel governo Prodi, da più di un decennio presidente del “ Biodistretto della via Amerina e delle Forre ”, nella Tuscia . iI territorio che ha visto l’espansione di una coltivazione intensiva, protagonista la Ferrero con le sue nocciole, che ha creato e crea non pochi problemi all’agricoltura di quella realtà, non più campi e biodiversità, ma una monocoltura, che ha un solo obiettivo, la quantità. È la scelta della responsabilità del...

Grande Torino, Invincibili in eterno

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Ricordo bene quel pomeriggio tardi e la notizia ascoltata dall'altoparlante del bar davanti alla Cattedrale della mia Larino e il pianto. Da allora la mia fede granata  Il 4 maggio 1949 l'aereo del Torino, il Grande Torino, termina il suo volo sulla collina di Superga di ritorno dall'amichevole di Lisbona contro il Benfica. Perdono la vita 31 persone tra calciatori, dirigenti, tecnici, giornalisti e membri dell'equipaggio.   L'Italia piange i suoi Campioni: un Paese, da ricostruire dopo la guerra, aveva trovato in quei calciatori, in grado di vincere cinque campionati e una Coppa Italia, un baluardo da cui ripartire, su cui costruire le fondamenta della neonata Repubblica.   I granata del Presidente Novo vincono, prima squadra italiana a farlo, campionato e Coppa Italia nella stagione 1942-43. Leader di quella squadra è Valentino Mazzola, il Capitano, appena arrivato dal Venezia con Ezio Loik.   Nel dopoguerra, dal 1945 al 1949, il Toro vince quattro scudetti di fil...

La politica nelle mani del dio denaro

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  Un sistema, il neoliberismo – come prima si diceva - in profonda crisi, sempre più prossimo alla sua implosione, che, senza la riappropriazione della politica per un governo vero della realtà e un’azione collettiva forte, decisa, popolare e transazionale, comporterà il coinvolgimento dell’intera umanità. Tanto più in questo Molise, senza bussola in mancanza di un Piano Regionale di Sviluppo. Una farfalla stupenda, con le ali colorate dei sette colori, quelli dell’arcobaleno, che rischia più di altre regioni con un territorio sempre più coperto di pali eolici e pannelli solari a terra; altra acqua regalata alla Puglia; mancanza di sogni e voglia dei giovani di scappare; abbandono dei piccoli centri, la gran parte dei quali male collegati da una rete viaria dissestata.     Ro Marcenaro

W Il 1°Maggio

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  Altro che sviluppo e progresso! Un fallito non sa di esserlo, tant’è che continua a fare tutto quello che l’hanno portato al fallimento.   Un pazzo non sa di esserlo, ed è così che continua a fare il pazzo a spese degli altri e, ultimamente, della terra e della sua umanità. Il pazzo che dichiara guerre, assalti, e, nello stesso tempo, annuncia tregua, pace, ma solo per non far star ferme le borse, i luoghi di culto, con le banche, del dio denaro.   Un criminale non sa di esserlo, o fa finta, anche quando continua a sterminare popolazioni, in Ucraina o a Gaza e in Libano, ed è così che, dei suoi crimini, ne gode chi ammazza e distrugge o brinda alla morte. Un ipocrita non sa di esserlo, quando, dopo aver firmato sulla Costituzione repubblicana, continua imperterrito a combatterla (vedi ultimo referendum e decreti vari) per far valere le sue convinzioni, che, con la povertà, la fame, le persecuzioni, le violenze, le guerre e milioni di morti. riportano a un venten...

LARINE, u MELISE

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  LARIN. u MELISE   A tèrra miie saprite cóme na fèlle de pane, òje, e pemmedóre che na sfrennechiate de pelieje pe recreià a mente e u cόre.   Ze lasse mascecà chiane chiane che nu surse de vine ch’ècchempagne nu piatte de fesille o de cavatiélle fatt’é mmane.   Na cecèrchie, na fave, na lenticchie duie pesillle, quatte fasciuóle òje, aje sfritte, pemmedóre e une o duje fòje de vasanecόle   A terra miie è nu cice scecate, nu vruόcchele, na rape, na cascigne, n’aje, na cepolle ghianche, nu callare che vólle pi céppe che pijene.   N’uόrte che ze svéie a matine chi ‘hiure (g)hianche du pepedìneie e quille gialle da checόcce che z’èmmόscene cu prime sòle calle.   A tèrra miie è grane e biàde nu vetiélle (g)hianghe, na pècuere, na cràpe, che caminene dent’é na viie senza mure lònghe e larghe cient’é unice passe quille che da sèmbe ze chiame tratture.   Na viie dό fine e cacche tiémbe f...

Un nuovo concetto di difesa

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  di Umberto Berardo Chi legge ciò che scrivo sa quanto io sia distante dalla violenza come soluzione dei conflitti e conosce il mio impegno per la promozione di una difesa popolare non violenta non solo rispetto ad aggressioni, ma anche di fronte a calamità naturali che distruggono il territorio mettendo in crisi la pacifica esistenza delle persone. Esiste ora un progetto “Un’altra difesa è possibile” per iniziativa di Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Rete Italiana Pace Disarmo e Sbilanciamoci. Si tratta di una campagna promozionale dell’idea affermata negli articoli 2, 11 e 52 della Costituzione Italiana di ripudio della violenza e della guerra come strumenti offensivi per giungere a una nuova e più articolata forma istituzionale di difesa dell’Italia fondata sui principi e le tecniche del movimento pacifista. L’iniziativa è partita con l’elaborazione di un disegno di legge di iniziativa popolare in cinque articoli che prevede in sintesi il riconoscimento di una dife...

E bbasta!

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 riportiamo quest'articolo di Angelo Tartaglia, letto su AMBIENTENONSOLO di oggi, perché fa capire a chi governa il territorio, cioè agli eletti ai vari livelli e, anche, a quelli che pensano di candidarsi, come si ragiona e solo se si ragiona si trovano le giuste soluzioni. Un modo per rimettere in campo la politica, oggi nelle mani sporche del dio denaro Aprile 24, 2026 TALLURI MARCO Siamo immersi nell’energia, ma continuiamo a importarla di  Angelo Tartaglia  (ingegnere nucleare e fisico. Già professore di fisica presso il Politecnico di Torino. Si occupa da anni di sostenibilità e di comunità energetiche rinnovabili). Il nostro paese dipende da altri per il 75% del suo fabbisogno energetico (1) e questa dipendenza comprende l’importazione diretta di petrolio e gas, oltreché quella di energia elettrica generata altrove. Da qui i guai connessi con le guerre e il tormentone su “Da chi compriamo? Da questi o da quelli? E sono buoni o sono cattivi?”. Pe...