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di   Roberto Romizi - Presidente ISDE  Questo webinar, promosso da ISDE Italia, è un momento di confronto su un tema complesso, spesso divisivo, ma sempre più urgente: l’impatto della caccia sulla salute umana, sulla biodiversità e sugli equilibri degli ecosistemi. Parlare di caccia oggi significa andare oltre una visione tradizionale o puramente culturale. Significa affrontare una questione che coinvolge direttamente la salute pubblica, la sicurezza dei cittadini, la tutela degli animali e la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche hanno contribuito a chiarire aspetti che non possono più essere ignorati. Pensiamo, ad esempio, alla contaminazione da piombo derivante dalle munizioni: una sostanza altamente tossica che si disperde nell’ambiente, entra nella catena alimentare e rappresenta un rischio concreto soprattutto per i soggetti più vulnerabili, come bambini e donne in gravidanza. Allo stesso tempo, la pres...

Dal G8 di Genova all’algoritmo

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  di Italo Di Sabato 20 Maggio 2026 su COMUNE Info Un saggio breve che chiarisce le tappe attraverso cui l’emergenza securitaria si è fatta controllo permanente e preventivo. Da leggere per capire come la repressione del dissenso, dal G8 di Genova in poi, non sia più un’eccezione, ma la regola che sostituisce la politica e costruisce il mondo nuovo in cui siamo Foto di Adam Bezer su Unsplash Il G8 di Genova del luglio 2001 non è stato una parentesi eccezionale nella storia repubblicana italiana, né un semplice episodio di cattiva gestione dell’ordine pubblico. Genova è stata una soglia storica e politica. Un laboratorio. Un punto di condensazione in cui si sono manifestate in forma estrema trasformazioni che covavano già da tempo dentro le democrazie occidentali: la militarizzazione del conflitto sociale, la centralità crescente degli apparati di sicurezza, l’espansione dello Stato penale e la progressiva ridefinizione del dissenso come minaccia all’ordine pubblico. Le violenze del...

Mario Gramegna

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di Vincenzo Di Sabato   Immaginaria chiacchierata con Mario Gramegna, intellettuale e artista del dolce dire migrato nella città futura il 18 maggio 2007 ___ La vera tristezza non è quando scende la sera, ma quando al mattino non trovi più l’amico e non ricevi più da lui la carezza del buon giorno. La solitudine non è il focolare spento, ma è la realtà del non trovar più il fiammifero a portata di mano per riaccenderlo. Dopo di te, caro Mario, la brace s’è smorzata e la musica è finita. Vàpora soltanto dal sottosuolo delle memorie, il tuo “dolce dire”. E così risento il sospiro della tua prima telefonata: marzo 1957! Ero giovane e bisognevole di stimoli per ristorare le mie incertezze. Tu – preside e presidente di Storia Patria del Molise, saggista, poeta, dialettologo - ereditasti da Gaetano Tartaglia, anche la pagina regionale de “Il Popolo”. Ettore Bernabei ti proclamò Capo Redattore per il Molise. Ed io, assistito da te, incominciai a scarabo...

Non è comunismo, ma giustizia sociale

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di Antonio De Lellis il MANIFESTO -  Nuova finanza pubblica La rubrica settimanale di politica economica. A cura di autori vari Non è comunismo, ma il più elementare buonsenso. Una piccola patrimoniale sullo 0,1% dei più ricchi cambierebbe sanità, istruzione, la società intera. Con queste parole Riccardo Staglianò stimola un dibattito fondamentale. Ma chi paga in Italia le imposte? A ben guardare i dati delle dichiarazioni Irpef 2025 si delinea il peccato dell’Irpef, ormai diventata l’imposta del lavoro dipendente e dei pensionati, che dichiarano quasi l’85% del totale. Le aliquote Irpef 2026 in Italia sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% per la parte eccedente e fino a 50.000 euro, 43% per la fascia superiore di reddito. Contro le 32 aliquote presenti inizialmente nel 1974. Oggi solo il 3,3% dei contribuenti dichiara redditi sopra i 75mila euro a fronte degli 11,3 milioni di contribuenti che non versano Irpef. Infatti ci sono categorie più benestanti che ottengono redditi da più...

Molise (poesia)

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       Foto di P. Di Lena Molise Farfalla colorata di arcobaleno, campagna segnata da fili d’erba, ordito e trama di percorsi che, in quell’andare ( trac ) e tornare ( tur ) di uomini e animali, da sempre l’hanno legato, fine primavera – estate, all’Abruzzo e alla Puglia, inizio autunno – inverno. Fiumi di passi e di voci, echi lontani in cerca di erbe da trasformare in cibo, in quel continuo essere vita e morte insieme, luna e sole, notte e giorno, saetta e tuono. Voglia di amicizia, di pace, di domani per dare spazio alla memoria, scoprire e divulgare conoscenze, riconoscersi parte di un territorio che, prima di porlo all’attenzione dell’altro, è l’identità del molisano, ancor più se lontano. Il grande tesoro, il solo che serve e basta per programmare il domani. Profumi di biodiversità e sapori di ruralità, vapori che, dalla caldaia bollente, salgono con i fumi lungo il camino e, spinti dai venti, raggiu...

Le DOP come argine giuridico agli impianti energetici che minacciano il paesaggio e l’agricoltura

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  Editoriale di Mauro Rosati Siena, 13 maggio 2026. Ad aprile 2026  Il TAR Veneto riconosce la centralità dell’Aglio Bianco Polesano DOP nel definire l’identità e il valore del territorio di origine. Una decisione che attribuisce rilievo culturale e giuridico alle Indicazioni Geografiche dell’agroalimentare . il TAR Veneto ha annullato l’autorizzazione regionale relativa all’impianto di biometano previsto a Sarzano, nel comune di Rovigo, riconoscendo che la presenza dell’Aglio Bianco Polesano DOP non è un elemento neutrale, ma parte integrante dell’ecosistema economico, agricolo e culturale del territorio. Una produzione DOP, per sua natura, non è delocalizzabile: vive del legame con il luogo che la genera, con la sua storia produttiva, con il paesaggio e con la comunità che la custodisce. La decisione rappresenta un passaggio significativo per il Consorzio di tutela dell’Aglio Bianco Polesano DOP e per il suo presidente Massimo Tovo, impegnati nella difesa di un te...
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  Il Molise osservato da notevoli “viandanti” a metà del secolo scorso Posta in arrivo Vincenzo Di Sabato lun 11 mag, 16:18 (16 ore fa) a Ccn: me “Era di maggio”, mese di profumi e di colori. Simile a quelli di un maggio gorgheggiato dalla omonima e celebre canzone napoletana scritta da Costa e Di Giacomo; quell’inno all’amore eterno, cantato in tutto il mondo dal 1885. Ed era di maggio anche, nel 1956, quando giunse a Campobasso - per la prima volta - Guido Piovene cattedratico, giornalista e scrittore. Girovagava tra i luoghi e i vicoli più segreti e sconosciuti del nostro Paese. Frugava dappertutto per recuperare, anche qui, e diffondere la fierezza e il fascino romantico sannita, che rappresentava, per lui, una “pepita” da vergare e poi divulgare con l’originalità de “La coda di paglia”: divenuto un libro di viaggio, un diario, ed uno sfogo che gli è servito ad affinare e ad innalzare la sua stessa formazione culturale, squisitamente religiosa. Avevo vent’anni, e lo conobbi e l...