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TERMOLI-SOUTH BEACH, SOLO ANDATA

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di Roberto De Lena Il consumo di suolo “è un processo associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all’occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale. È un fenomeno legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali ed è prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio” […] “In termini di suolo consumato pro capite, i valori regionali più alti risentono della bassa densità abitativa tipica di alcune regioni. Il Molise presenta il valore più alto […] rispetto al valore nazionale” (Rapporto Ispra, 2020). Nella nostra Regione, insomma, rispetto al numero di abitanti in calo costante, si costruisce molto, troppo. Occupiamo inutilmente troppo spazio, sottraendolo alla natura e, vedremo, imp

U pàleje de san Premeiane

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Giuseppe Mammarella A Larino, il 3 maggio di ogni anno (con esclusione, purtroppo, anche dell’attuale per comprensibili motivi), si rinnova il rito legato alla festosa “accoglienza” del simulacro di San Primiano, Compatrono della città e della diocesi. La statua del primo dei tre Martiri Larinesi viene prelevata (pure quest’anno in forma strettamente privata) dal tempio omonimo, di cui farò cenno più avanti, e condotta processionalmente in cattedrale. Il corteo è preceduto da centinaia di fanciulli con i caratteristici “Palii”, consistenti in lunghe aste di legno sulla cui sommità sono posti drappi multicolori e multiformi, finemente lavorati, per indicare il trionfo della fede ottenuto con il sacrificio della vita. Da non confondere questa cerimonia, anche se molto sentita dai fedeli larinesi, con quella dei giorni 15 e 16 successivi, in cui si celebra la festa vera e propria (il “dies natalis”) dei Santi Martiri Larinesi. La processione del 3 maggio risale, probabilmente, agli a

L’indifferenza sui paradigmi dell’equità

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di Umberto Berardo Dalla giornata del 1° maggio, dedicata al lavoro, alla promozione del suo diritto per chi non lo ha ed al miglioramento delle condizioni di quello esistente, dobbiamo certo riprendere con decisione il discorso sulla necessità che ogni essere umano abbia un’attività in grado di permettergli di esprimere in essa la propria personalità e di ricavarne il necessario per vivere. Trovare le modalità per rendere finalmente reale una tale esigenza è possibile e dunque dev’essere per tutti un dovere politico perché alle persone non dobbiamo dare un reddito ma un lavoro di cittadinanza come diritto reale. La responsabilità sociale deve vederci impegnati in un’equa retribuzione e redistribuzione del lavoro. Vorrei tuttavia allargare un po’ tale schematica considerazione con delle riflessioni estese al sistema di vita che ci siamo dati e al modo di renderlo più giusto ed umano. Se la cultura è capacità di pensiero, memoria, riflessione, informazione, relazione, immaginazione, c

Gli attivisti di Greenpeace cambiano le targhe dei Ministeri

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Molise, un territorio a rischio

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di Pasquale Di Lena Ci stanno rubando l’unico tesoro che abbiamo, il territorio, e lo fanno con l’accettazione di vendita da parte dei titolari di terreni, non tutti anziani o assaliti dai debiti per colpa della pesante crisi che vive l’agricoltura. Lo fanno con il coinvolgimento delle istituzioni, ai vari livelli, che dovrebbero salvaguardare, tutelare questo tesoro per valorizzare i suoi valori e le sole risorse, tutte nostre, che abbiamo. Ma, ciò che è grave, anche con il nostro consenso, vittime, come siamo, di un sistema sempre più globale, che ci sta rendendo merce da consumare, numeri nelle mani del dio denaro. Il dio onnipotente del sistema che, con il virus, ci tiene nel baratro. Il dio delle banche e delle multinazionali, del neoliberismo, che compra tutto e tutti, depreda e distrugge in mancanza del senso del limite e del finito. Tutto questo succede anche nel piccolo Molise, ma proprio perché piccolo l’effetto distruttivo e predatorio diventa fatale per la sua stessa sop

Decimo anniversario del referendum 2011 acqua e nucleare. Mobilitazione contro Draghi.

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da ReteAmbientalista 10 anni fa una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese con 27 milioni di sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare. 10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tutti sui profitti di pochi, ha un significato ancora più attuale. Infatti la cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan così come aggiornato dal governo Draghi punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione, in particolare nel Mezzogiorno. D’altronde Draghi non ha mai dissimulato la volontà di calpestare l’esito referendario visto che solo un mese e mezzo dopo firmò insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Trichet, la lettera all’allora Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie privatizzazioni su larga scala. L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con quest

VOGLIA DI VIVERE

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pasqualedilenainforma Prefazione a cura di Danila Bonito. Giornalista Rai e inviata speciale del Tg1. Volto noto per programmi come “Donne al bivio” e conduttrice di telegiornali e inchieste di Rai Uno e Rai Due. Una situazione inizialmente devastante può essere affrontata con determinazione, forza, coraggio e speranza. Il tumore conosce anche la sconfitta. Il tumore può perdere. Il tumore se ne può andare. Si può vincere! “La speranza ci deve sempre essere, anche quando i medici ti fanno credere che è finita”. Voleva che la sua forza e la voglia di vivere arrivassero a tutti quelli che si ammalano di cancro. “Guarire si può, ma deve esserci soprattutto la nostra volontà a sconfiggere il male e arrivare vincitori alla meta. È difficile, lo so, ma possiamo e dobbiamo provarci”. Imma non è stata una supereroe ma una donna normale che come in tutte le cose ha messo il cuore, l’anima e tutto quello che aveva per sconfiggere il cancro. Ecco perché questo vuole essere un libro di sper