Dal Molise le sole novità per l’olivicoltura
Il vino, con il Dpr 930 del 1963, è riuscito a non essere più “bianco o rosso”, ma Doc, Docg e Igt, cioè ad avere un riconoscimento di qualità e diversità direttamente legato all’origine, il territorio. Un riconoscimento garanzia per il consumatore che, nell’arco di un decennio - grazie a politiche e strutture atte a promuoverlo e a valorizzarlo, in Italia e nel mondo – è riuscito a far vivere importanti successi ovunque ai vini italiani. Un percorso negato all’olivo, ancor più ricco di territorio e di biodiversità, privando, così, l’eterno compagno di viaggio della vite di fare un percorso ancor più vincente con i suoi mille e mille territori e le sue 600 varietà, tutte potenziali denominazioni legate all’origine. Un patrimonio enorme maltrattato anche dalla mancanza di un piano di sviluppo per un comparto dell’agricoltura italiana, che, già nella seconda metà del secolo scorso, raccoglie più sigle professionali, associative e cooperative, e, anche, grandi...