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25 Aprile 2026, un giorno speciale come sempre

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  Un giorno importante per l’Italia che merita di essere ricordato. E’ il giorno della liberazione,   25 Aprile 1945, dalla dittatura nazifascista, la fine della guerra.   La maledetta guerra che a me, mia sorella e migliaia   e migliaia di figli, ha tolto un padre lasciandoci orfani con le nostre madri vedove. Un giorno che segna la grande vittoria della Resistenza che costrinse alla resa i nazisti e i fascisti della Repubblica di Salò. La vittoria di Bella ciao, la canzone che, nel corso degli anni, il mondo ha adottato. Un giorno che serve per misurare il presente e capire da che parte stai. Io non certo dalla parte di un governo che, dal suo insediamento, mi porta a ricordare non solo la mia storia, ma vent’anni di dittatura fascista segnata dalla miseria, dalla fame, dalle distruzioni e dalla privazione della libertà. Un governo che non governa il Paese, ma solo quella parte di italiani che l’hanno votato. E’ dal 1945 che grazie alle mie fa miglie e, in ...

Criminali che brindano alla morte

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Ciao, hai letto la notizia? Israele ha appena approvato una delle leggi sulla pena di morte più atroci al mondo contro i palestinesi, ma possiamo fermarla così. 👉 https://secure.avaaz.org/campaign/it/no_death_penalty_for_palestinians_loc_al/?whatsapp Dedico a questi rappresentanti di un popolo che ha conosciuto la tragedia dei campi di sterminio nazisti (un'atrocità, genocidio, che chi l'ha pianto riteneva irripetibile) e a tutti quelli che le guerre le proclamano. le sostengono e le applaudono questa mia poesia in dialetto CREMENALE   Sò cremenale ncàllite che tènne nmane quaquaraquà che nen sanne fa avete che éccecquà a cocce e fa quille che u padrone à uerdenate.   A (g)uèrre finisce quanne i padrune cremenale, che fanne carrarmate,   bombe, drone, nave e aeroplane, hènne pelite i magazzine pe reégnele, subbete dòpe, de ati bombe e ati s’tremiénte de des’treziòne e morte.   Sò cremenale che des’truiene a nature e i gente pe fà sòld...

La verità di questa tua terra

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 di Flora Dressadore Di Lena      Foto di P. Di Lena La verità di questa tua terra Due anni che il Molise mi ha accolto Amo la verità di questa terra che mi arriva nuda, nel suo bello e nel suo brutto.   Non ho paura di essere me stessa di fronte alla fragilità di questo tuo paese cosi maltrattato.   Ma quando una terra è così bella con i suoi paesaggi e colori che solo Dio può donare, prima o poi avrà l’interpretazione che si merita perché ha una magia che altri luoghi, pur con più possibilità, non hanno.   Bisogna amarla di più e rispettarla, come io sto cercando di fare per poter condividere questo tuo amore per la tua terra.   C’è solo una felicità nella vita: amare ed essere amati.   Flora Anniversario 2025

Collodi - Pinocchio

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  Collodi, a duecento anni dalla nascita e Pinocchio vissuto e goduto da un Molise sempre sano di Vi ncenzo Di Sabato Carlo Lorenzini – classe 1826, di umile famiglia e dall’indole brillante, primo di dieci figli – si affibbiò, in età adulta, lo stravagante pseudonimo di: “Collodi” che designa, in realtà, una frazioncella di Pescia in provincia di Pistoia, laddove nacque sua madre Angiolina. Egli, di idee mazziniane, fu strenuo patriota, e s’immischiò follemente anche in spedizioni militari del risorgimento nel 1848 e 1859. Ancor giovane, sarà assunto dalla Prefettura di Firenze con la qualifica di <impiegato> ma, evolvendosi nello “scriptio”, divenne critico letterario. Approfittando della sua predominanza fra una cerchia di “sapienti e di indottrinati”, elaborò sceneggiature e testi teatrali, finché la sua “penna fervida e leggera” si sbizzarrì fra un subbuglio di attività, anche giornalistiche, guadagnandosi ridenti favori soprattutto nel campo della letteratura per l’infa...
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 Alessio addio M i ha appena telefonato Adele, la segretaria dell’Azienda vitivinicola Di Majo Norante, per dirmi che questa notte Alessio, il titolare dopo la morte di suo padre Luigi, ottobre 2023, il fondatore, è morto per colpa di un male incurabile. Negli anni era diventato lui l’animatore dell’azienda che, per prima, grazie alla lungimiranza e intraprendenza di Don Luigi, ha dato immagine, con il suo “Ramitello”,   alla vitivinicoltura molisana, partita nel Basso Molise, negli anni ’60, con l’Ente Riforma e, per prima, ha fatto conoscere la rinascita del suo vino più titolato, la “Tintilia”, con l’uscita della prima bottiglia che, in etichetta, riporta il “leone”di uno dei mosaici stupendi trovati a Larino. Dal “Ramitello” alla “Tintilia”, tanti altri vini che i consumatori esperti, italiani e stranieri, hanno avuto modo di apprezzare , ancor più dopo una visita alla grande azienda posta a sud di Campomarino, in contrada Ramitello. Animatore, si diceva, instancabile, che...