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Sanità allo stremo in Molise, la misura è colma

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  di Umberto Berardo una processione Carissimi molisani, credo che la regione in cui viviamo attraversi un momento davvero preoccupante di cui forse l’opinione pubblica allargata non ha piena consapevolezza. La crisi economica con la chiusura di molte aziende, l’assenza d’infrastrutture adeguate ma soprattutto il venir meno di servizi fondamentali come la sanità e la mancanza totale di un progetto di sviluppo per questo nostro Molise penso stiano spingendo molti a lasciare la terra in cui sono nati o nella quale hanno scelto di vivere. Di sicuro la carenza di un sistema adeguato alla tutela della salute determina una condizione di vita tra le peggiori che io ricordi dopo l’importante riforma di Tina Anselmi del 1978 che introdusse un sistema pubblico universale, finanziato dalla fiscalità generale. Il piano Operativo Sanitario 2026-2028, adottato dalla struttura commissariale sabato 28 febbraio per salvare i novanta milioni di euro stanziati dal Governo Meloni per la sanità molisan...

Il mio NO nel rispetto della Costituzione

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  Anch’io, stanco del teatrino della non politica e, ancor più, dei suoi protagonisti inutili e, come tali, non utili per il Paese, ho faticato, e non poco, in questi due ultimi decenni, ad andare a votare ed esprimere il mio voto. Ci sono andato solo per rispetto dei principi costituzionali e della democrazia, che l’attuale sistema, il neoliberismo, mette in dubbio con i governi di destra, a partire da quello italiano. Il 22 e 23 di Marzo p.v. andrò a votare e, libero di esprimere la mia volontà   di continuare a lottare per un futuro migliore, segnerò con una croce il mio NO e lo farò nel rispetto della nostra Costituzione,   la Carta dei principi e dei valori espressi dall’antifascismo con la Liberazione, dopo vent’anni di dittatura . Lancerò questo mio appello ad andare a votare soprattutto rivolto a chi ha rinunciato a farlo per le mie stesse ragioni sopra riportate. A chi so che ha a cuore la Costituzione - da sempre, un esempio per il mondo intero - e, con es...

La grande occasione?

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        Una notizia ANSA   racconta che “ il prosciutto San Daniele ha una ricaduta complessiva di oltre 1,15 miliardi di euro   e un indotto che attiva 2,2 euro nell’intera economia per ogni euro fatturato alla produzione, pari a 360 milioni di euro ogni anno. Un comparto che riunisce 31 produttori e realizza oltre 2,5 milioni di prosciutti l’anno, genera un giro d’affari di filiera vicino ai 400 milioni, con una quota export del 18% in Europa e mercati extra Ue. A tutto questo è da aggiungere il valore aggiunto per il territorio, visto che il prosciutto di San Daniele è un potente promotore turistico con 160 mila visitatori l’anno, con il 32%dei turisti, tra visite guidate e degustazioni. Non a caso il prosciutto di San Daniele è   una delle massime eccellenze del Friuli V.G. e un importante tassello della sua economia”. Appena letta questa notizia, immediatamente il mio pensiero è andato al Molise e alla “ Pampanella di San Martino in Pensi...

Quando la pace diventa un affare

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 d i Umberto Berardo Nel mio recente saggio sul tema della democrazia ho scritto che ritengo il Board of Peace un comitato di affari costituito da autocrati mentre qualcuno vorrebbe vendercelo come un asse mondiale per la pace e lo sviluppo. Se la crisi della democrazia sta sfociando nella plutocrazia e in altre forme di regimi illiberali, le iniziative portate avanti da Donald Trump ne sono la dimostrazione. Il Board of Peace, proposto in gennaio a Davos in Svizzera dal presidente americano, non è altro che un organismo di carattere privatistico cui finora hanno dato l’adesione una trentina di Paesi asiatici e mediorientali mentre in America Latina solo Argentina e Paraguay. Fuori sono rimasti la stragrande maggioranza degli Stati occidentali e quelli del BRICS, un raggruppamento di economie mondiali emergenti, mentre tra i membri del G20 ci sarà solo l’Indonesia. In buona sostanza questo progetto raccoglie un insieme di autocrazie. Si tratta di una sorta di direttorio che second...

Squarci di memoria su un passato che non passa

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  7   di   24 di  Vincenzo Di Sabato 11:58 (6 ore fa) a Ccn:  me   * curiosità per chi crede nei numeri e nella numerologia * Sul finir degli anni ’40, ero un marmocchio irrequieto, sballottato tra Guardialfiera e Casacalenda: il “paese sereno”, come denominato da Jovine. Ma io – bambino - mi ci sentivo triste, smarrito. E talvolta, nel subbuglio interiore, “mi tornava in mente” l’invasione tedesca avvenuta dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 che trasformò i nostri territori, in un fronte di guerra brutale. Guardia era il primo paese della “Linea Barbara”: devastazioni, sfollamenti, cannonate, raffiche d‘artiglieria, perdite di immature vite umane; e la definitiva furia devastatrice tedesca del 10 ottobre 1943, che fece sobbalzare la terra e saltare in aria, simultaneamente alle otto del mattino, tutti i ponti sul Biferno e sul Cervaro, dando luogo ad un isolamento totale, umano, sociale, psicologico! Tutto fu messo qui fuori uso. Restava fame, costerna...