26 luglio 2017

La Casa del Vento e l'Olio di Flora

Fra i 14 produttordi olio del Molise riportati nella pubblicazione "Molise - Guida ai sapori ed ai piaceri della Regione - 2017-2018", c'è anche La Casa del Vento con il suo olio biologico "Gentile di Larino", l'Olio di Flora.

Una scheda, quella riportata dalla Guida edita dal quotidiano  "la Repubblica", convincente, bella, che onora non solo me e Flora, ma quanti, in questi dieci anni di raccolta e produzione di questo nostro olio, hanno collaborato e fatto crescere la sua fama, nel Molise, in Italia e nel mondo.

Un altro tassello importante dopo l'inserimento in altre importanti guide, i riconoscimenti in Concorsi nazionali e internazionali, le ripetute vittorie a Goccia D'Oro, il grande concorso degli oli molisani. In questi suoi 14 anni di vita, Goccia D'Oro, ha dato un contributo notevole alla fama e alla crescita dei livelli di qualità degli oli molisani, che, per fortuna, hanno nel ricco patrimonio di biodiversità - ben 18 le varietà autoctone di olivi - un importante valore aggiunto.

Qualità e diversità, i due caratteri fondamentali per vincere sui mercati e conquistare l'attenzione e la fiducia del consumatore, in particolare chi sa che la qualità non si concilia con la quantità e che la diversità è una straordinaria ricchezza, tanto più per un prodotto come l'olio extravergine di oliva, prezioso per il palato e per la salute di chi ne fa uso.




25 luglio 2017

Il salvataggio delle banche e i diritti dei cittadini

di Umberto Berardo



Sappiamo tutti che la possibile crisi delle banche è in genere determinata da una gestione allegra, superficiale e perfino immorale dei capitali che in qualche modo vi confluiscono o ne escono.

Tale causa è stata alla base di quanto accaduto in istituti di credito italiani quali Banca dell’Etruria, Banca Marche, le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti e Montepaschi; infatti l'origine dei loro guai finanziari è in particolar modo da ricercare nei cosiddetti crediti deteriorati, ovvero prestiti mai rientrati.

Sia pure per fuga di notizie perché non vi è stata mai una pubblicazione ufficiale, letti i nomi dei creditori inadempienti sui media, la prima domanda che il cittadino anche sprovveduto di cultura economica si pone è la seguente: " Ma per tali prestiti così consistenti possibile che le banche non abbiano garanzie per la restituzione e dunque non siano in grado di recuperare i capitali e la magistratura non deve accertare immediatamente le responsabilità dei diversi attori e punire eventuali reati? "

Non possiamo dimenticare che il paventato crac di qualche istituto ha portato purtroppo ad un  suicidio a Civitavecchia, ma ha anche penalizzato fortemente non solo i possessori di obbligazioni subordinate, ma anche quelli che avevano i loro risparmi sul conto corrente o in altre forme d'investimento non certo speculative e  che hanno dovuto spostare i loro capitali nel timore di un fallimento in atto.

Qui non vogliamo più soffermarci tanto sulle modalità con cui l'Unione Europea e l'Italia nella fattispecie sono intervenute nel salvataggio delle banche e non torneremo sul bail in o sulle bad bank che riteniamo, in un'economia non speculativa, sistemi incomprensibili messi in piedi appunto dalle oligarchie per penalizzare i cittadini onesti e coprire i faccendieri.

Che le banche andassero salvate per diverse ragioni è fuori discussione, ma il governo italiano lo ha fatto in ritardo, con soldi pubblici e quindi dei contribuenti e soprattutto ancora una volta con grossi favori gratuiti a capitalisti che a nostro avviso poco hanno a cuore le sorti del Paese visto che i loro capitali sono collocati ormai prevalentemente  in fondi speculativi o al più in servizi piuttosto che in investimenti produttivi in grado di creare lavoro.

Si è scritto che l'intervento in favore delle banche era necessario nell'interesse dei territori in cui esse sono allocate, dei dipendenti e dei risparmiatori.

Tutto comprensibile in termini generali se non fosse che le regole sul rapporto tra istituti di credito e correntisti non sono cambiate affatto e continuano a penalizzare i secondi.

Gli articoli 42 e 47 della Costituzione Italiana tutelano la proprietà pubblica e privata ed il risparmio, ma nella loro funzione sociale, precisando che la Repubblica deve "disciplinare, coordinare e controllare l'esercizio del credito ".

Il risparmio pertanto dev'essere tutelato in ragione delle finalità che gli vengono date.

Intanto è inconcepibile attribuire gli stessi tassi d'interesse a forme di accumulazione egoistica nelle rendite ed a quelle preveggenti concepite per gli investimenti e dunque appunto con funzione sociale come prevede la nostra Costituzione.

Tutelare il risparmio indirizzato agli investimenti e finalizzato al miglioramento dell'insieme dei "complessi produttivi del Paese", come sembra chiaramente prefigurare il secondo comma dell'art. 47 della stessa Costituzione, allora, significa garantire la certezza del capitale indirizzato alla creazione di posti di lavoro ed agevolarlo sul piano fiscale rispetto a quello  ispirato dall'avidità di accumulo.

La crisi economica che ormai viviamo da anni ha bloccato il risparmio di una popolazione come quella italiana che era in proposito ai primi posti nel mondo.

Per stimolarlo nuovamente la prima soluzione che intravvediamo è quella di una suddivisione chiara delle banche tra istituti d'investimento e quelli di risparmio con una separazione chiara tra credito e trading finanziario, da poter fare anche all'interno dello stesso istituto, che preveda una netta differenziazione delle condizioni d'interessi attivi e passivi tra i due tipi di clientela.

L'ipotesi, affacciata sin dal 2012 in ambito europeo, non ha avuto più seguito per gli ostacoli frapposti soprattutto dal mondo finanziario tedesco e francese.

Noi ci auguriamo al contrario che la governance politica europea porti avanti un simile progetto quantomeno per le banche mutualistiche.

Un altro problema da risolvere è quello delle condizioni economiche nel rapporto tra istituti finanziari e clientela.

I costi dei conti correnti ad esempio sono diventati molto elevati e le banche ormai sui depositi negli stessi non danno più interessi attivi almeno ai piccoli correntisti.

L'imposta di bollo sul deposito titoli e sui conti correnti al di sopra dei 5.000 euro, poi, è in effetti una patrimoniale aggiuntiva e proporzionale, ma non certo progressiva come stabilito dall'art. 53 della Costituzione Italiana, la cui attuazione viene così chiaramente elusa.

C'è infine l'esigenza di rendere assolutamente trasparenti e legate a principi di giustizia le regole concernenti le intermediazioni borsistiche i cui rischi non sono legati tanto alla situazione economica delle aziende quanto a speculazioni eticamente inaccettabili.

D'altronde in un'economia in cui la finanza diventa più importante degli investimenti industriali non possiamo meravigliarci se appare difficile uscire da una crisi economica che dura da anni.

Quello economico, come si vede, è un mondo che ha davvero bisogno di essere umanizzato e legato sempre più ai principi della Costituzione Italiana cui abbiamo fatto riferimento.

Se la politica riesce a liberarsi dalla soggezione al mondo finanziario, forse qualcosa si potrà muovere in questa direzione.

 

18 luglio 2017

LE VOLPI POSTE A GUARDIA DEL POLLAIO


In dieci contro il Molise. Una maggioranza risicata ma utile a svendere e cancellare il Molise

Con il rigetto del documento presentato per richiedere il ricorso alla Corte Costituzionale, dopo l’approvazione da parte del Parlamento dell’art. 34 bis, che esautora i compiti propri di una Regione, si ripetono quelli che, qualche settimana fa, hanno votato per la privatizzazione dell’acqua e, qualche giorno fa, il Piano Energetico Ambientale Regionale. Un Piano che dà agli affaristi dell’eolico e delle fonti energetiche l’agricoltura contadina, e, con essa, il cibo e le sue bontà; il paesaggio e le sue bellezze.

16 luglio 2017

il rispetto dei ruoli è rispetto della democrazia


Il quadro istituzionale, nelle mani di incapaci o, meglio, capaci esecutori di ordini, è oggetto di rottamazione a dimostrazione che l'obiettivo è il caos e, con esso, l'impoverimento della democrazia.
Sta qui la mia condivisione del comunicato stampa del Forum e la sua postazione. Nessuno si deve sentire impunito delle proprie cattive azioni, ma responsabile tanto più se ha il compito di rispettare il mandato espresso dall'elettore molisano. E' certo che nessun molisano, salvo qualche interessato, ha dato il mandato di distruggere la sanità molisana e il suo carattere pubblico.   

Comunicato Stampa
Il Forum del Molise per la difesa della sanità pubblica di qualità chiede che il Consiglio Regionale nella seduta prevista per lunedì 17 luglio c. m. per le ore 10,00 e convocata tra l'altro sul tema "Limitazioni dell'autonomia legislativa della Regione Molise in materia di tutela della salute : valutazioni e determinazioni" assuma formalmente l'impegno a chiedere alla Corte Costituzionale l'annullamento del provvedimento del Parlamento, che ha di fatto reso legge nazionale il  P. O. S.  del commissario ad acta Frattura, per palese violazione del diritto all'autonomia legislativa del Consiglio Regionale del Molise su un tema strettamente inerente il diritto decisionale relativo all'assistenza sanitaria locale.

Il Forum, in assenza di una tale deliberazione, chiede altresì ai consiglieri che si sono espressi manifestamente contro l'approvazione del 34 bis che si dimettano dalla funzione di consiglieri stessi per dare un segnale al Parlamento sulla necessità del rispetto delle regole democratiche.





Il FORUM DEL MOLISE

PER LA DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA DI QUALITÀ

29 giugno 2017

Un invito ad assaggiare le bontà e visitare le bellezze del Molise

Colle d’Anchise, non lontano da Bojano, l’antica capitale dei Sanniti, è un luogo magico per chi vuole gustare il Molise, la terra che, con la sua diffusa ruralità e la ricchezza di biodiversità, il suo cibo, le sue antiche tradizioni. Dall'abbandono fino alla scoperta da parte di Michele Lucarelli


Michele Lucarelli e i suoi giovani collaboratori
Non c’è niente fuori luogo, ma un ordine perfetto che vuol dire cura, attenzione. Anche i sei cipressi in fondo al grande prato, che sembra un’ombra lunga di verde dell’antico caseggiato tutto in pietra viva, sono in riga, sull’attenti, come a eseguire il comando di un giovane caporale che non vuole sbagliare.
E’ questo verde, che corsi d’acqua separano da altri prati verdi, il carattere de La Piana dei Mulini, che, al Km 7, affianca la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno. Ed è il verde dei prati curati e delle colline che raccolgono questo luogo - segnato dal Biferno, che nasce più a monte, poco lontano, dalle rocce che ombreggiano Bojano, dei Sanniti l’antica capitale - il primo cibo, quello della mente e dell’anima, che La Piana dei Mulini, mette a disposizione dei suoi ospiti.
L’acqua che passa sotto i ponti che sostengono la più bassa delle case allineate in una sola fila, ha dato vita, sin dalla fine del 1700, a un mulino ad acqua, centro per la colorazione della lana e, poi, centrale idroelettrica. Dal ponte in legno l’acqua la puoi vedere scorrere in silenzio, quando non è animata da cigni
E’ la storia che passa, fino all’abbandono della seconda metà del secolo scorso che ha accompagnato la fuga dell’uomo da questi posti alla ricerca di un lavoro. La grande emigrazione verso il Nord America, il Canada in particolare, o il triangolo industriale e i paesi del Nord Europa. L’abbandono, il degrado, le macerie, la natura selvaggia senza più una cura, fino a quando, 2002, non entra a far parte del sogno di Michele Lucarelli, che è quello di ridare a questo luogo magico nuova vita.
I sogni, come si sa, soprattutto quelli che più t’innamorano hanno ha capacità di farti volare e portarti già nel domani. E il domani sognato da Michele è quello che ha, impegnando non poche risorse e superando ostacoli di ogni tipo, oggi realizzato, mostrando la magia del luogo anche a chi è distratto.
Una lunga casa di case in pietra appiccicate l’una all’altra con 12 camere a disposizione di chi vuol vivere la natura; camminare; fare mountain back; ascoltare il canto delle acque del principale fiume del Molise, il Biferno; leggere un libro; dare ai propri figli, ancora bambini, il senso della libertà, del gioco. E non solo, vuole gustare il Molise, la terra che, con la sua diffusa ruralità e la ricchezza di biodiversità, il suo cibo, le sue antiche tradizioni, riesce a dare al passato il valore che merita, soprattutto in un momento della storia in cui le cosiddette arretratezze sono le vere grandi possibilità di futuro. Non le sole, ma di sicuro le più importanti se la bellezza e la bontà; il dialogo e la partecipazione; il rispetto e la diversità, la sobrietà, tornano ad essere valori di riferimento e segnali di felicità al posto del deo denaro.
La bontà del cibo e della tavola con il ristorante dalle belle volte a vela in pietra; il locale semiaperto per i buffet e il salone degli incontri e delle feste. La cucina nelle mani sapienti di Severino Miozza, uscito dalla scuola di Bobo Vincenzi del ristorante Ribo di Guglionesi, e del suo collaboratore Luca Storti. Due giovani di Larino che vivono con grande entusiasmo questa loro bella esperienza a La Piana dei Mulini.
Michele, l’ideatore e promotore di questa Residenza storica-Albergo diffuso, è il ricercatore dei prodotti, a partire da quelli del territorio di verdeggianti colline che, nella minuta pianura, accolgono La Piana sei Mulini, al resto del territorio molisano. Una scelta della tipicità e della qualità a partire dalle farine ai vini, dai salumi ai formaggi, dai funghi ai tartufi, dalle verdure all’olio extravergine di oliva, un prodotto esaltato e privilegiato che vive qui la completezza del suo ruolo, visto che è portato a tavola come benvenuto a chi arriva e, soprattutto, viene utilizzato in cucina per dare un valore aggiunto di bontà ai piatti di una cucina attenta alla tradizione.
La Piana dei Mulini, un luogo davvero bello, che merita di essere visitato; una struttura accogliente, che ben racconta e rappresenta la grande virtù dei molisani, l’ospitalità, il piacere di stringere la mano a vecchi e nuovi amici e dare, con il sorriso, il benvenuto. Racconta, anche, il gusto dei molisani, con i piatti di una cucina varia, ispirata dalla terra e dal piccolo tratto di mare, che le donne hanno saputo creare e, che ultimamente, è sempre più patrimonio di bravissimi cuochi, la gran parte giovani come Severino e Luca, e di comunicatori di culture, quelle che i vini e gli oli - fondamentali testimoni, insieme con il tartufo bianco, del territorio molisano – magnificamente esprimono.
di Pasquale Di Lena
Teatro Naturale pubblicato il 29 giugno 2017 in Racconti > Quo vadis

22 giugno 2017

Grazie Carolina!


Carolina Mariani quando il bar non era solo bar
Ieri pomeriggio l’ultimo saluto al personaggio che, con le sue piccole ma importanti iniziative, ha animato il Pian San Leonardo (u chiand’a fiere)tutta la seconda metà degli del secolo scorso. Un punto di riferimento per la piccola comunità nata ai lati della grande Fiera di Ottobre e, poi, via via cresciuta con la prima casa popolare, le scuole medie, l’ospedale.
 Carolina, la grande Carolina, ha accompagnato questa crescita con il suo bar e con quel suo emporio , una bozza di super mercato, dove trovavi di tutto.
Si chiude un’epoca e, per noi figli della guerra o del primo dopoguerra, si apre la pagina dei ricordi di quando, ancora imberbi, ci ritrovavamo “davanti al bar di Carolina” con Carolina che  ci accoglieva con il suo sorriso e la sua inflessione dialettale abruzzese, come a ricordare i passi di generazioni di pastori che sostavano due volte l’anno, , fine maggio e prima metà di ottobre, in occasione della transumanza, a Larino, ma, anche e soprattutto, i suoi passi e quelli dei suoi genitori e della sua numerosa famiglia, quando finirono con la sistemazione a Larino.
Erano gli ’50, il tempo dei primi innamoramenti, quando scappavamo da Carolina ed avevamo la sensazione di essere in un paese diverso da Larino. Succedeva anche a Larino con lo scontro permanente tra “capammonde e capabballe”, i due punti animati da una moltitudine di ragazzi che via via sparivano con i bastimenti che li portavano oltre oceano e con la speranza di tornare un giorno anche solo per litigare.
Tra noi del centro storico e quelli del Pian San Leonardo non c’era tanta simpatia, ma davanti a Carolina eravamo tutti amici. Grazie Carolina!

17 giugno 2017

L’Olio di Flora, il "Gentile di Larino" monovarietale e l’attore Edoardo Siravo




L’Olio di Flora, grazie alla bella presentazione e degustazione preparata da Michele Lucarelli nel suo Ristorante “La Piana dei Mulini”, ha un nuovo estimatore, l’amico Edoardo Siravo, il noto attore di cinema, teatro e televisione; doppiatore; regista, soprattutto di opere liriche, nonché docente dell’Accademia d’Arte drammatica della Calabria e del Conservatorio Teatrale di Roma.

Al Molise, terra d’origine dei suoi genitori,ha voluto dedicare La Compagnia teatrale Molise spettacoli.

Edoardo Siravo con Michele Lucarelli de La Piana dei Mulini
Ospite della Regione a La Piana dei Mulini, un primo assaggio de L’Olio di Flora, venerdì sera a tavola, in occasione della cena.
Ieri, a pranzo, dopo aver moderato l’importante incontro “Lungo le vie della Transumanza: i Tratturi”, promosso dal presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno, un nuovo assaggio con altre squisitezze preparate da, Severino Miozza e Luca Storti, del Ristorante dell’Albergo diffuso, La Piana dei Mulini, l’incantevole struttura, posta lunga la strada bifernina nel territorio del Comune di Colle d’Anchise. Severino e Luca, due giovanissimi cuochi entrambi di Larino, la terra dell’olio “Gentile”.

Edoardo Siravo, un nuovo estimatore, un nuovo amico e la buova occasione per far conoscere le bontà di una terra generosa qual è il Molise