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Collodi - Pinocchio

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  Collodi, a duecento anni dalla nascita e Pinocchio vissuto e goduto da un Molise sempre sano di Vi ncenzo Di Sabato Carlo Lorenzini – classe 1826, di umile famiglia e dall’indole brillante, primo di dieci figli – si affibbiò, in età adulta, lo stravagante pseudonimo di: “Collodi” che designa, in realtà, una frazioncella di Pescia in provincia di Pistoia, laddove nacque sua madre Angiolina. Egli, di idee mazziniane, fu strenuo patriota, e s’immischiò follemente anche in spedizioni militari del risorgimento nel 1848 e 1859. Ancor giovane, sarà assunto dalla Prefettura di Firenze con la qualifica di <impiegato> ma, evolvendosi nello “scriptio”, divenne critico letterario. Approfittando della sua predominanza fra una cerchia di “sapienti e di indottrinati”, elaborò sceneggiature e testi teatrali, finché la sua “penna fervida e leggera” si sbizzarrì fra un subbuglio di attività, anche giornalistiche, guadagnandosi ridenti favori soprattutto nel campo della letteratura per l’infa...
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 Alessio addio M i ha appena telefonato Adele, la segretaria dell’Azienda vitivinicola Di Majo Norante, per dirmi che questa notte Alessio, il titolare dopo la morte di suo padre Luigi, ottobre 2023, il fondatore, è morto per colpa di un male incurabile. Negli anni era diventato lui l’animatore dell’azienda che, per prima, grazie alla lungimiranza e intraprendenza di Don Luigi, ha dato immagine, con il suo “Ramitello”,   alla vitivinicoltura molisana, partita nel Basso Molise, negli anni ’60, con l’Ente Riforma e, per prima, ha fatto conoscere la rinascita del suo vino più titolato, la “Tintilia”, con l’uscita della prima bottiglia che, in etichetta, riporta il “leone”di uno dei mosaici stupendi trovati a Larino. Dal “Ramitello” alla “Tintilia”, tanti altri vini che i consumatori esperti, italiani e stranieri, hanno avuto modo di apprezzare , ancor più dopo una visita alla grande azienda posta a sud di Campomarino, in contrada Ramitello. Animatore, si diceva, instancabile, che...

Se il potere diventa delirio di onnipotenza

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di Umberto Berardo  Donald Trump con un post su Truth e poi con dichiarazioni pubbliche in risposta a un giornalista ha attaccato in maniera frontale papa Leone XIV, primo pontefice statunitense a guidare la Chiesa cattolica. Qualche testata giornalistica ha parlato di un “nuovo schiaffo di Anagni” riferendosi all’oltraggio ricevuto da Bonifacio VIIInella Cattedrale di Anagni il 7 settembre 1303 e attribuito a Giacomo Sciarra Colonna e agli emissari del re di Francia Filippo IV. In sintesi il presidente americano accusa il Pontefice di debolezza sul fronte della criminalità, di ritenere accettabile per l’Iran il possesso dell’arma nucleare e di essere pessimo nella politica estera dichiarando che Prevost sarebbe stato eletto Papa solo perché era americano e si pensava che potesse esserela persona migliore per affrontare il presidente Donald J. Trumpe che pertanto, se non fosse stato lui alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano e perciò dovrebbe darsi una regolata nel suo r...