Opportunità per il Molise
Continuo a credere in un incontro con tutti i produttori delle nostre eccellenze alimentari (9 Dop: “Molise” olio evo , “Mozzarella di Bufala” e “Ricotta di Bufala Campana”; “Caciocavallo Silano”; “Salamino italiano alla Cacciatora” più i 4 vini, già Doc: “Biferno”, Molise o del Molise, “Pentro o Pentro d’Isernia e “Tintilia del Molise”; 3 Igp, il “Vitellone bianco dell’Appennino centrale“ più 2 vini, già stg: “Osco o Terre degli Osci” e “Rota”; 4 Stg italiane per un totale di 16 Indicazioni geografiche. In aggiunta 2 bevande alcoliche.
Produttori, anche e soprattutto, di ben 153 Prodotti tipici degli oltre 5.000 riconosciuti in Italia e catalogati dagli enti sub regionali. In pratica un patrimonio enorme dovuto alla biodiversità espressa dalla regione che, con la ruralità, ne ha il primato in Italia. Un patrimonio che dà all’insieme dell’agroalimentare di questo nostro stupendo Molise la possibilità di prendere per la gola il visitatore. Come tale di animare, con l’attività primaria, l’agricoltura, i turismi possibili: storico - culturali; paesaggistico - ambientali, enogsastronomico.
A tal proposito ricordo il libro “La cucina molisana” (2 edizioni da tempo esaurite) che Anna Maria Lombardi e Rita Mastropaolo hanno voluto dedicare alla loro terra amata, riportando ben 720 ricette, ognuna oggetto di descrizione e di appartenenza, il territorio, nelle mani dello spirito del luogo. Il genius loci, che qui continua a vigilare le radici, soprattutto di quelli che sono partiti, e sono tanti, troppi anche per una terra che ha le ali e la forma di un farfalla pronta, da sempre, per spiccare il volo e diventare esempio per le altre regioni.
Un incontro, per ora solo immaginato, che vede la presenza di numerosi produttori, tutti impegnati nella sostenibilità ambientale. Coltivatori che, grandi protagonisti di un Distretto Biologico, hanno , finalmente, scelto di rinunciare ai trattori giganti; alle medicine e all’abuso della chimica e dei medicinali, preferendo la qualità alla quantità.
Fatta questa premessa, inviterei i protagonisti sopracitati, anche quelli non presenti, di pensare a un percorso comune per aver così la possibilità di cogliere - con l’unità d’azione e la garanzia di un’offerta di cibo secondo natura, che ha a cura la salute del territorio e di chi lo vive, ovvero di qualità – obiettivi importanti per il futuro dell’olio, del vino, dei cereali, della frutta e degli ortaggi; della selvicoltura e degli allevamenti; della stessa preziosa pesca, anch’essa frutto di un territorio speciale, il mare, nel caso specifico, l’Adriatico. Obiettivi possibili, se il Molise conserva i suoi territori di terra e di mare dall’assalto delle energie rinnovabili, e, con essi, l’acqua potabile, quella rimasta, e l’aria pulita.
Serve, ed è urgente, in primo luogo:
1. Un Piano di Sviluppo Regionale che parte dalle risorse e dai valori del grande tesoro, il territorio, e dalla programmazione di ogni comparto - con la definizione di piani produttivi e una strategia di marketing. Una premessa, per la sua riuscita, è la scelta dei mercati, Ue e extra Ue, per un posizionamento dei prodotti e dell’immagine del Molise ai livelli alti degli stessi, in modo da ottenere un adeguato valore aggiunto e, così, dare la giusta risposta di reddito ai produttori e trasformatori e al Molise l’immagine bella che merita.
2. La crescita della ricerca e della sperimentazione; la formazione, necessaria anche per la nascita di nuove attività.
3. La nascita e lo sviluppo di nuove iniziative - tutte a livello alto di professionalità - strettamente legate allo sviluppo del turismo e di altre attività, sia artigianali che commerciali, per nuovi posti di lavoro.
4. La salvaguardia, tutela e valorizzazione del territorio, sia di terra che di mare, che oggi, ancor più di ieri, rappresenta il vero e solo tesoro che il Molise ha e sul quale deve scommettere.
5. Il coordinamento dell’intero agroalimentare molisano e l’impegno a dedicargli una o più strutture/vetrine permanenti, punti d’incontro di chi il Molise lo vuole conoscere e degustare.
6. Un appuntamento annuale, la Fiera di Ottobre di Larino, riconosciuta Regionale, all’insegna delle Eccellenze agroalimentare, della Biodiversità e del VinOlioNuovo.
A questa semplice elaborazione della realtà serve l’iniziativa della Regione e degli enti locali, quali responsabili dei rispettivi territori.
Fondamentale per la sua realizzazione e riuscita, è stare insieme per avere, così, la possibilità di mettere in campo tutte le energie possibili. In pratica fare rete, vista l’urgenza, per affrontare e risolvere questi ed altri problemi nell’interesse di un territorio che ha tutto per essere – come sopra si accennava - un laboratorio al servizio del Paese. Stare insieme, quale priorità per fare grande, con le nuove generazioni e il successo dei testimoni espressi dal territorio, il piccolo Molise.


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