Molise (poesia)
Foto di P. Di Lena
Molise
Farfalla colorata di arcobaleno,
campagna segnata da fili d’erba,
ordito e trama di percorsi che,
in quell’andare (trac) e tornare (tur)
di uomini e animali, da sempre l’hanno legato,
fine primavera – estate. all’Abruzzo,
e alla Puglia, inizio autunno – inverno.
Fiumi di passi e di voci, echi lontani
in cerca di erbe da trasformare in cibo,
in quel continuo essere vita e morte insieme,
luna e sole, notte e giorno, saetta e tuono.
Voglia di amicizia, di pace, di domani
per dare spazio alla memoria,
scoprire e divulgare conoscenze,
riconoscersi parte di un territorio che,
prima di porlo all’attenzione dell’altro, è
l’identità del molisano, ancor più se lontano.
Il grande tesoro, il solo che serve e basta
per programmare il domani.
Profumi di biodiversità e sapori di ruralità,
vapori che, dalla caldaia bollente, salgono
con i fumi lungo il camino e, spinti dai venti,
raggiungono le cime dei monti incatenati,
per calare, poi, sulle dolci colline olivetate
che abbracciano e raccontano belle storie
al piccolo mare delle Tremiti stretto
tra Puntapenne, Termoli e il Gargano.
Venti che escono dalle viscere di una terra
che sa nascondere le sue pene, i suoi lamenti,
pronta ad accogliere il visitatore
con una stretta di mano e un sorriso,
in silenzio, senza far rumore.
p. d. l. 09/10/2024
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