di Roberto Romizi - Presidente ISDE

Questo webinar, promosso da ISDE Italia, è un momento di confronto su
un tema complesso, spesso divisivo, ma sempre più urgente: l’impatto
della caccia sulla salute umana, sulla biodiversità e sugli equilibri degli
ecosistemi.
Parlare di caccia oggi significa andare oltre una visione tradizionale o
puramente culturale. Significa affrontare una questione che coinvolge
direttamente la salute pubblica, la sicurezza dei cittadini, la tutela degli
animali e la qualità dell’ambiente in cui viviamo.
Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche hanno contribuito a chiarire
aspetti che non possono più essere ignorati.
Pensiamo, ad esempio, alla contaminazione da piombo derivante dalle
munizioni: una sostanza altamente tossica che si disperde nell’ambiente,
entra nella catena alimentare e rappresenta un rischio concreto
soprattutto per i soggetti più vulnerabili, come bambini e donne in
gravidanza.
Allo stesso tempo, la pressione esercitata sulla fauna selvatica si inserisce
in un contesto già fortemente compromesso da cambiamenti climatici e
perdita di habitat. In questo scenario, la tutela della biodiversità —
riconosciuta anche dall’articolo 9 della nostra Costituzione — non è più
solo un obiettivo ambientale, ma una condizione essenziale per garantire
un futuro sano e sostenibile.
Accanto agli aspetti ambientali e sanitari, non possiamo trascurare il tema
della sicurezza.
I dati sugli incidenti legati all’attività venatoria ci ricordano che si tratta
anche di una questione che riguarda la convivenza civile e l’uso condiviso
degli spazi naturali.
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E poi c’è una dimensione più profonda, culturale ed etica, che merita
attenzione: quale significato attribuiamo oggi a un’attività che comporta
l’uccisione di animali per finalità ricreative? E quanto questo si concilia
con una società che si vuole sempre più attenta al rispetto della vita e
degli equilibri naturali?
Questo webinar nasce proprio con l’obiettivo di offrire uno spazio di
riflessione aperto, rigoroso e multidisciplinare. Un’occasione per ascoltare
competenze diverse — scientifiche, mediche, giuridiche — e per costruire
un confronto basato su dati, evidenze e responsabilità condivisa.
Ringrazio tutti i relatori per il loro contributo e la loro disponibilità, e voi
partecipanti per l’interesse e l’attenzione verso questi temi, che
riguardano da vicino il presente e il futuro di tutti noi.
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