Pillole di un mondo avvelenato e martoriato - (1)

 - INVECE DI RIDURRE CONTINUANO AD AUMENTARE IL GAS SERRA

-         -   Per la regola: andare alla causa per capire gli effetti -

Il domani è sempre nelle mani  di chi estrae carbone (41%), petrolio (32%), gas (23%) e cemento (4%), soprattutto nei paesi più inquinanti del mondo, che sono: Cina, Stati Uniti e India. Un quarto soggetto, che viene subito dopo questi paesi avvelenatori del clima, è un colosso petrolifero dell’Arabia Saudita (quelli che ci consolano con il grande calcio pagando a peso d’oro squadre e giocatori!) che, da solo, ha prodotto ben 1,8 miliardi di tonnellate di Co2 (anigride carbonica). Metà di questo gas serra, micidiale per il clima – raccontano quelli della Carbon Majorss Report nel loro ultimo report – è prodotto da 36 multinazionali, di cui 25 statali, di combustibili fossili. Fra queste anche l’ ENI, l’ente così caro al nostro governo di destra, a guida Meloni.

Il problema è che, dopo la Cop 21 di Parigi del 1915, l’impegno di tutti i rappresentanti dei paesi presenti era di ridurre le emissioni, invece di aumentarle, così come, invece, è stato fatto e continua ad essere fatto. Non sappiamo quanto gas serra producono le guerre in atto, sappiamo solo che andando avanti così, con il mondo nelle mani di questa massa di pazzi criminali, tutto finirà presto, ma prima che succeda i sette miliardi e mezzo di donne, uomini e bambini, sono destinati a diventare spettatori e/o vittime di disastri provocati dal clima sempre più impazzito.

E’ proprio vero che il  denaro - quando non più mezzo ma fine - è il dio della morte e non della vita.

 

 -  La Danimarca, il Paese dove c'è un governo che pensa al domani

-          - --  Per la regola: che là dove il governo  ci sono, ai vari livelli, governi non pensano, viene cancellato il passato, reso difficile l'oggi e, ancor più, il domani -

 


Sono i dati  dire che l’agricoltura e gli allevamenti sono secondi dopo i fossili in fatto di emissioni di gas serra. La stessa agricoltura che impoverisce, fino all’esaurimento della fertilità, il suolo. Come dire fa male per farsi male e tutto grazie a un mondo di banche e di multinazionali che, in quest’opera da masochisti, sono le espressioni del dio denaro.

La buona notizia – letta su Ambiente e non solo di questa metà marzo - arriva dalla Danimarca, il paese che mostra di avere un governo che pensa al domani e tassa tutto ciò che lo nega, anche il settore agricolo (le rappresentanza di questo mondo e i sindacati favorevoli) per “raggiungere l’obiettivo di -70% di gas serra entro il 2030, proteggere la natura e ripristinare la biodiversità. Senza questa tassa si prevede che il settore agricolo produrebbe circa il 40% delle emissioni nazionali al 2030.” 

Ed ecco gli obiettivi:

  • Riduzione delle emissioni di gas serra di 1,8 milioni di tonnellate di CO2e entro il 2030, con un potenziale di 2,6 milioni di tonnellate.
  • Restituzione dei proventi all’industria agricola per sostenere la transizione verde del settore
  • Creazione di migliaia di ettari di foreste e natura corrispondenti a un’area pari al 10% della Danimarca.
  • Obiettivo: almeno il 20% di natura protetta. La creazione di 80.000 ettari di foreste private incontaminate, di 20.000 ettari di foreste statali e la rimozione dei pascoli di pianura aumenteranno significativamente la quantità di natura protetta.
  • Un programma di sovvenzioni per un totale di circa 10 miliardi di corone danesi (1.6 miliardi di euro) fino al 2045 per lo stoccaggio del biochar prodotto dalla pirolisi.
  • Aumento delle tariffe per i macelli di 45 milioni di corone danesi (6 milioni di euro) all’anno a partire dal 2029 e stanziamento di un fondo per l’aggiornamento della manodopera per un totale di 100 milioni di corone danesi (13,3 milioni di euro) nel periodo 2027-30

In pratica, come afferma un esponente dell’Associazione che difende la natura: una tassa sul clima e un piano per riportare la vita nei nostri fiordi e nelle acque costiere convertendo i terreni agricoli alla natura. Vorrei ringraziare il governo e i partiti per essere uniti su questo punto”.

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Un ragionamento che porta a individuare e privilegiare le energie vitali e non quelle pulite che distruggono territorio, ovvero: oltre che paesaggio e ambiente, anche storia, cultura e tradizioni.  

- LA  TAVOLA DI S. GIUSEPPE, 18 e 19 Marzo

A tale proposito ricordo che domani apre la tradizione della tavola imbandita di primizie e del convivio con 13 portate, dedicata a S. Giuseppe con il Molise grande protagonista. con la sua ruralità, biodiversità e dieta mediterranea.

 Un grazie a chi dà voce e spazio a questa stupenda tradizione che fa gustare il Molise e lo racconta nel posto più bello che esiste: la tavola che anima il convivio

 

Commenti

  1. Noi ci stiamo provando: https://oml2010.blogspot.com/2025/03/sulle-rotte-del-fuoco-il-progetto-che.html?m=1

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