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Giornata internazionale della biodiversità
Oggi, 22 Maggio 2016, Giornata Internazionale della biodiversità. Una giornata importantissima che merita di essere ricordata e vissuta con il pensiero ai rischi, sempre più crescenti, che la biodiversità corre sotto la spinta di governi e multinazionali che non sanno, o non vogliono sapere, che essa è vita. Vista che la situazione non è cambiata, ma solo peggiorata, ripropongo l'articolo che ho scritto agli inizi del 2010.
2010 ANNO INTERNAZIONALE DELLA
BIODIVERSITA’.
Quello
iniziato da qualche giorno è, per volontà delle Nazioni Unite, l’anno
internazionale della biodiversità, un patrimonio universale dell’umanità,
essenziale per le nostre vite, messo in discussione dalle azioni dell’uomo e
dalle società basate sul consumismo, che per questo si definiscono sviluppate. Le
alterazioni degli equilibri naturali create dalla ricerca del solo profitto hanno
causato una perdita crescente di biodiversità e il rischio è che il processo
diventi irreversibile.
Conservare la biodiversità è diventata una priorità
non più rinviabile.
L’iniziativa delle Nazioni Unite di proclamare il
2010 come l’anno della Biodiversità, più che una celebrazione del valore della
diversità biologica e della vita sulla terra, è un campanello d’allarme per l’intera
umanità, soprattutto per quella parte che continua a consumare senza rendersi
conto che, a furia di prelevare e distruggere, anche le ultime riserve vanno a
sparire.
Dopo i pessimi e preoccupanti risultati degli ultimi
incontri internazionali sulla sicurezza alimentare (Roma, Fao) ed il clima
(Copenaghen) c’è poco da sperare da governi e rappresentanze politiche, che
sono sempre più nelle mani delle multinazionali e della finanza.
La sola ragione di vita di queste aggregazioni è il
profitto e, per il profitto, ogni ostacolo deve essere abbattuto, non importa
se il costo è di vite umane o di risorse naturali. Ogni mezzo (guerre,
terrorismi, foreste abbattute, crimini, fame) viene giustificato dal fine che
si vuole raggiungere: il profitto e, con esso, l’accumulo della ricchezza che
vuol dire potere.
È una verità che è bene non dire perché ognuno sa di
essere complice e preferisce tacere, nel momento in cui non ha il coraggio di
aprire gli occhi e di guardare in faccia la realtà.
Una realtà dominata dalla logica del profitto che
porta alla cementificazione crescente del territorio; alle frane e alle
distruzioni; alla scelta del nucleare e non al sostegno delle energie
alternative, in particolare del solare; alla privatizzazione dell’acqua; al
furto dei semi con i brevetti; all’impoverimento dei coltivatori e
all’abbandono dell’agricoltura.
Tutto per avere più terra a disposizione per le
speculazioni e, anche, per non dare spazio alle produzioni legate al territorio
ed alle tradizioni, le sole che possono invogliare i giovani a rimanere o a
vivere la ruralità con tutte le sue potenzialità.
Abbracciare la bandiera della biodiversità, cogliendo
l’occasione della iniziativa dell’ONU, vuol dire affrontare subito sfide degne
di essere vissute, come quelle di partecipare ed essere protagonisti di
processi tesi a ribaltare la situazione di rischio che l’umanità vive con i
processi in atto di estinzione di specie animali e vegetali. Processi che
stanno procedendo ad una velocità preoccupante, nonostante le promesse fatte
nel corso della convenzione di Rio de Janeiro del 1992 proprio sulla
biodiversità.
Sfide non facili non solo per la forza di
persuasione della logica dominante che usa il potere della informazione e,
quando questo non basta, quello della persuasione, ma, soprattutto, per la
indifferenza della maggioranza dei cittadini derivante dal fatto che essi ignorano
il significato ed il valore della biodiversità.
Alle grandi sfide (arresto dei processi di deforestazione;
della migrazione degli habitat con un controllo dei cambiamenti climatici;
della distruzione del pescato, etc.) c’è da aggiungere quella della
sensibilizzazione dei governi e dei Parlamenti, della stessa opinione pubblica,
a partire dal giorno 11 gennaio prossimo quando l’Anno Internazionale della
Biodiversità prenderà il via ufficiale, per poi arrivare alla Giornata
Internazionale in programma il 22 maggio e, soprattutto, al summit di ottobre
in Giappone, a Nagoya.
Il nostro Paese ha un compito fondamentale da
svolgere con la partecipazione piena, da protagonista, alla iniziativa delle
Nazioni Unite, ed è quello di difendere primati di biodiversità, in particolare
nelle sue due principali produzioni
agricole, la vite e l’olivo, e, trovare in questa difesa le ragioni per
rilanciare l’agricoltura e il valore, oggi, della ruralità, che è una
straordinaria preziosità.
p.di.lena@alice.it
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