5 marzo 2015

"Piccolo grande Molise" 3

Piccolo ma ricco di tutto

Tante montagne e tante colline, minute pianure e un ristretto tratto di mare; un’agricoltura e una ruralità, in percentuale, più diffuse che altrove; olio, vino, cereali, ortaggi e frutta e abbondante tartufo, con quello bianco più che in ogni altra parte d’Italia; un ricco passato e tanta cultura; ricche tradizioni, con una cucina all’insegna della semplicità e ricca di mille variazioni sul tema cereali, forno, orto, pescato; la bellezza dei suoi paesaggi e  la memoria della transumanza, dei piccoli paesi. Una Regione che appare come una deliziosa, incantevole Città-campagna

Proprio perché piccolo è ancora più prezioso il territorio di questo nostro Molise.

Sperperarlo vorrebbe dire rimpiangerlo presto, soprattutto ora che c’è la necessità e l’urgenza di tracciare un percorso, anche se solo un  viottolo, che serve, però, a capire in quale direzione andare e dove si vuole arrivare per dare un futuro ai giovani. Questi nostri figli, che, purtroppo e sempre più, prendono la via che porta a emigrare altrove per lavorare ed esprimere la propria professionalità, in pratica cercare di vivere la vita…

Vivere la vita una sensazione che la società dei consumi e dello spreco non riesce più a dare. 

Il territorio, questo straordinario e fondamentale bene comune, che è sempre stato e resta la sola risorsa dalla quale ripartire per dare una risposta di lavoro e di qualità della vita ai giovani, una sicurezza alle famiglie, una speranza e una voglia di fare senza le quali non si muove nulla, tutto resta  fermo o va indietro.

Il territorio quale contenitore di valori e di risorse che bisogna conoscere per poterli condividere con gli altri, renderli  comprensibili e spiegarli perché tutti siano portati a esprimere questi valori e queste risorse - di cui prima parlavo e che vale la pena riportare - quali l’ospitalità, la storia, la cultura, il nostro cibo quotidiano di assoluta qualità, la nostra terra, le nostre tradizioni di cui alcune antichissime. 
La ruralità, quindi, come straordinario valore di grande attualità e modernità e non un segno di arretratezza, ma l’espressione più avanzata di quel grande e fondamentale patrimonio che è il territorio e la sua agricoltura, da porre entrambi al centro di questo nuovo modello di sviluppo.

Territorio e Agricoltura quali patrimoni di saperi, cioè di conoscenze e di competenze, di valori storico-culturale-artistici, paesaggistici e quelli legati alle tradizioni, che il tipo di sviluppo in coma ha provato a cancellare e continua a farlo per mantenere alta la bandiera del profitto per il profitto.

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