Siamo solo dei liberti
di NICOLA PICCHIONE
Celebriamo giustamente la liberazione dal fascismo ma in realtà
è stata una promozione a liberti che erano i servi liberati dal padrone
che non erano del tutto liberi e dovevano rispondere al padrone in
vari modi. Il nostro nuovo padrone fu l’America che intervenne
subito: alla DC disse che avrebbe dovuto allontanare i comunisti dal
governo. Fu ubbidito in cambio di dollari e per evitare “guai”.
Quando il “comunismo” (in pratica la sinistra vera) iniziò a rinforzarsi
vennero fuori il terrorismo, Gladio (l’armata segreta pronta a
intervenire), le bombe: minacce indirette. Quando il tentativo di
compromesso storico stava per essere realizzato fu eliminato Moro
che aveva osato disubbidire. Gli USA sono sempre stati all’interno
una democrazia anche se a potere limitato (vedi il maccartismo e
l’uccisione dei due Kennedy) all’esterno un padrone sorridente ma
solo a patto di essere ubbidito. Basta uno sguardo al passato. Ora è
stata la volta della Palestina e dell’Iran tramite il sionismo fascista di
Bibi (e guai al nostro governo se apre bocca!) e si sta realizzando
per Cuba in modo diverso ma altrettanto crudele. A noi liberti è
chiesto di applaudire se non dare una mano pena ritorsioni. È la
pace americana per la quale giustamente Trump ha reclamato il
Nobel.
Noi cerchiamo di cavarcela con qualche sceneggiata e con qualche
furbizia come abbiamo sempre fatto, incapaci di essere veramente
liberi.

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