La condanna che si autoinfligge il Molise

di NICOLA PICCHIONE L’ottimo servizio di Iacona, Presa diretta, di domenica sera ha mostrato la drammatica situazione della Sanità pubblica molisana soffocata dalla privata convenzionata che drena il danaro pubblico. Una delle peggiori sanità pubbliche con debiti per i quali i molisani pagano più tasse (molti non se ne rendono nemmeno conto) per un cattivo servizio. È la conseguenza di una cronica cattiva gestione in mano a politicanti che sottomettono l’interesse pubblico a quello privato a sua volta conseguenza di immaginare da parte della gente i politici come dispensatori di favori personali: il voto di scambio. Il Molise ha avuto sino all’unità d’Italia padroni assenti, piccoli nobili che se la spassavano a Napoli e Roma con il danaro ricavato dalle terre molisane (e altre del Sud) con una agricoltura arretrata di sfruttamento senza alcuna voglia di progresso come hanno fatto invece alcuni nobili toscani che ancora oggi detengono fattorie avanzate con prodotti apprezzati nel mondo. Le cose non migliorarono con la venuta dei piemontesi e dopo con la DC. Voglia di accodarsi all’industria in un territorio vocato all’agricoltura purtroppo dedicata in prevalenza ai cereali anche se più adatto ad altre colture (vigne, frutteti, oliveti). L’autonomia regionale non ha portato miglioramenti, solita strategia di elargire elemosine in cambio di voti: una caricatura della democrazia. Qualche sprazzo di buongoverno fu messo subito a tacere. Il dopoterremoto ne è stato un esempio immorale (non solo per i politici). I molisani sono come i pugili incassatori, subiscono senza mai avere il coraggio e la voglia di ribellarsi, di scendere in piazza. Subiranno con la stessa passività il furto delle risorse idriche svendute dai politicanti. Credo che un giorno la terra molisana sarà desiderata da chi sentirà il bisogno di ospitalità, di buona e genuina alimentazione, di tranquillità, di un paesaggio rasserenante. I molisani dovrebbero meritare l’autogoverno, saperlo gestire e preparare un buon futuro se non si faranno inghiottire da una ulteriore depauperamento delle forze fisiche e intellettuali che non mancano ma vengono soffocate, se avrà la forza e l’ottimismo di generare nuove forze. Il loro passato insegna che i figli non sono un peso ma una benedizione.

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