CONSUMISMO
Ogni giorno è la Terra a pagare il prezzo più alto e, con essa, soprattutto quel paesaggio che ti osserva e ti trova distratto, indifferente, preso come sei dal bisogno indotto di consumare, che, quasi sempre, vuol dire spreco di risorse fondamentali legate alla natura, all’ambiente, nel momento in cui tutto va a finire in discarica. Consumismo che porta ad un asservimento economico per bisogni indotti, non reali (non a caso l’aumento esasperato della pubblicità che vede protagonisti televisioni, radio, giornali).
Ogni giorno è sempre più alto il lamento della Terra violentata dalle azioni dissennate dell’uomo, che non sa più cosa vuol dire austerità. Parola magica se viene utilizzata, resa patrimonio del popolo e, come tale, idea ed azione insieme. In pratica politica, ovvero arte di governare e rendere il domani migliore del presente. Capacità di osservare il paesaggio che ti osserva per rispettarlo, curarlo, modificarlo per il bene della Terra, della sua Natura, che rappresentiamo con gli altri esseri viventi, piante e animali.
Torna alla mente l’idea di AUSTERITA’ di Enrico Berlinguer, come scelta politica, spiegata con un discorso al teatro Eliseo di Roma nel 1977. Purtroppo non capito dal gruppo dirigente del suo partito e dagli intellettuali ai quali era rivolto. Berlinguer, con questo suo discorso, ha dimostrato di essere, non solo un grande politico, ma , prim’ancora, un poeta e, come tutti i poeti, capace di anticipare il giudizio su cosa sarebbe successo anni dopo, quando il consumismo si sarà già mangiato il cervello dei più, e non solo in Italia. Ecco l’idea dell’” AUSTERITA’”, oggi più attuale che mai, per una società più giusta, più equa e più sana per uno sviluppo economico e sociale nuovo e per una profonda trasformazione dell’assetto della società. Qualche mese fa, in occasione del referendum, quelli che all’Eliseo hanno detto No al discorso di Berlinguer hanno votato Si, dimostrando la loro indole di essere solo dei bravi opportunisti.
Che fare? Non più silenzio, ma azioni che mettono allo scoperto il sistema per combatterlo e renderlo impotente. Aprire, dando questa volta voce all’Austerità per ridare serenità alla Terra e alla Natura, poter sognare il domani, e così, progettarlo e promuoverlo con programmi di sviluppo e adeguate strategie. Basta dire no alle rinnovabili che rubano territorio per dimostrare che serve l’austerità per limitare il consumismo, la grande forza del neoliberismo.
So bene di ripetermi, ma non è colpa mia se i fatti mi danno ragione quando sostengo che il sistema, disturbato solo da chiacchiere inutili, continua, anche se in crisi, a renderci responsabili del consumo del domani e tutto a spese delle nuove generazioni.
Chiudo con il pensiero a Capriolo Zoppo, il grande capo dei Pellirossa di Seattle, e al suo “Manifesto dei diritti della Terra”, di grande attualità, quando invita i figli a rispettare la Terra visto che “è nostra madre… e che non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra”. Parole sante, che il neoliberismo delle disuguaglianze, delle depredazioni e distruzioni non riesce a sentire, sordo com’è del domani.

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