LA CONFUSIONE
Quando un giornale - il Giornale, il Foglio o il Tempo - ti promuove vuol dire che stai sbagliando e, ciò che è peggio, sei nel posto sbagliato, a destra. Tanto più in un momento in cui la destra, che riporta ai tempi tristi di un passato e fa il bello e cattivo tempo in mancanza di politica. L’arte che, da una decina di lustri, è nelle mani del sistema dominato da dio denaro. Il riferimento è a Occhetto, quello della Bolognina, che su Il Foglio, dichiara un non problema presidente della Repubblica un uomo di destra. Sto pensando all'attuale capo di governo, alla quasi totalità dei suoi ministri e, non per ultimo, al presidente del Senato, al ministro della guerra ed a quello dello sfascio dell'agricoltura, che vuol dire sfascio di territorio, il bene comune, il solo grande tesoro di ogni cittadino italiano.
Sto pensando ai Terracini, Calamandrei e alle donne e uomini che, 79 anni fa, ci hanno donato la Carta Costituzionale e ci hanno aperto agli 80 anni della Repubblica, con l’intento di cancellare la miseria della monarchia, vent’anni di dittatura, galere, confini, assassini, guerre.
Non mi meraviglia Occhetto e, meno
che mai, mi meravigliano gli ex comunisti che hanno votato sì all’ultimo
referendum, o un Rizzo di giornata, estremista quando era a sinistra e, lo sarà
ancor di più, se sceglie di apparire, là dove appartiene per natura, a destra,
in compagnia con Vannacci.
Nella mia lunga militanza
politica nel Pci, nel Pds e nei Ds, ne ho conosciuti tanti di militanti e
dirigenti, posizionati a sinistra, bravissimi calcolatori, chiacchieroni,
adulatori, venditori e tutto e solo per un tornaconto personale. Intanto si
stanno preparando per rendere concreto un disegno preparato per l'Italia, ma
funzionale per la globalizzazione: una destra che serve, oggi più che mai, al
sistema delle banche e delle multinazionali, della finanza o, se è più chiaro,
del dio denaro. Perché servile per natura e a dimostrarlo c’è Trump con le sue
contraddizioni o, meglio, pagliacciate e, non basta, un genocidio dei Netanyahu
che dura da oltre mille giorni, che ha sempre trovato, con il silenzio, la
complicità del nostro governo e del mondo occidentale.
La confusione è un’arma
funzionale al sistema, che continua a confondere le idee per continuare a fare
tutto quello che ha saputo fare in questi cinquant’anni e più che ha inquinato
l’Italia e il mondo. Ultimamente lo fa
con tanti strepiti perché è in crisi. Una crisi dovuta a un eccesso di voracità
del sistema delle banche e delle multinazionali. Ora, dopo aver devastato il
sottosuolo con i fossili, ha bisogno di distruggere il suolo per ottenere la
cosiddetta energia pulita. E – vale la pena ricordarlo, soprattutto alla
sinistra – a spese, visto che si parla di suolo, dell’agricoltura e del cibo.
Non a caso la crisi della biodiversità che vuol dire crisi del paesaggio e
della natura; l’impazzimento del clima; sempre più dissesto idrogeologico;
abbandono delle aree interne e spopolamento dei luoghi che le rappresentano;
sempre più povertà. Un furto di terreno e di acqua per alimentare i “Data
Center” che servono per diffondere sempre più l’intelligenza artificiale e,
così, renderla dominante di fronte a quella naturale che ci riguarda. Visto che
siamo ancora in tempo, la nostra, cerchiamo di usarla e non di consumarla inutilmente dando ragione al sistema che di consumismo se
ne intende.
- Il disegno è di Marco Cecchinato
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