La transizione energetica non può cancellare gli oliveti di qualità
COMUNICATO STAMPA
Sonnessa: “Servono regole nazionali per proteggere paesaggi agricoli e produzioni identitarie.
Non siamo contro le rinnovabili, ma contro la loro
localizzazione indiscriminata”
Siena,
19 giugno. L’Associazione Nazionale Città
dell’Olio accoglie con favore l’emendamento approvato dalla Commissione
Agricoltura della Camera nell’ambito del disegno di legge Coltivitalia che
vieta l’espianto e l’eradicazione degli oliveti destinati a produzioni DOP, IGP
e ad altri regimi di qualità riconosciuti per realizzare impianti di energia da
fonti rinnovabili.
Per
l’Associazione si tratta di un passaggio importante che introduce un principio
finora assente nel dibattito nazionale sulla transizione energetica: la tutela
delle produzioni agricole identitarie e dei paesaggi rurali di pregio non può
essere subordinata a qualsiasi intervento energetico.
“L’approvazione
dell’emendamento va nella direzione giusta perché afferma un principio fondamentale:
gli oliveti di qualità non sono aree disponibili da riconvertire, ma un
patrimonio produttivo, ambientale e culturale da preservare”, dichiara il Presidente
dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa. “La
transizione energetica è una necessità strategica per il Paesema deve essere
compatibile con la tutela dell’agricoltura e dei territori. Non siamo contro le
rinnovabili. Siamo contro l’idea che il paesaggio agricolo italiano possa
essere sacrificato in nome di qualunque interesse economico”.
Secondo
Città dell’Olio, il tema non riguarda soltanto la salvaguardia degli oliveti,
ma il futuro di interi sistemi territoriali costruiti attorno all’olivicoltura
di qualità: economia locale, biodiversità, turismo, occupazione e identità
culturale.
“Dire
sì alle rinnovabili non può significare dire sì a qualunque progetto, in
qualunque luogo e a qualunque costo. L’Italia ha bisogno di energia pulita, ma
ha bisogno anche di produzioni agricole competitive, di paesaggi riconoscibili
e di comunità rurali vive. La vera sfida è integrare questi obiettivi, non
metterli in contrapposizione”aggiunge Sonnessa.
Per
l’Associazione, che riunisce oltre 560 territori olivicoli italiani
rappresentati da Comuni, Parchi, Gal e CCIAA in 18 Regioni olivetate, l’emendamento
rappresenta anche un segnale politico che rafforza le richieste contenute nel
Manifesto delle Città di Identità sulle rinnovabili, promosso insieme a Città
del Vino e ad altri soggetti del mondo agricolo e territoriale. Un documento
che chiede criteri più rigorosi per la localizzazione degli impianti nelle aree
agricole di pregio e un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali
nei processi autorizzativi.
“Occorre
aprire una nuova fase. Servono regole nazionali chiare, criteri vincolanti per
la tutela delle aree agricole strategiche e una valutazione effettiva degli
impatti paesaggistici, agricoli e sociali dei progetti. Non si può decidere il
futuro dei territori esclusivamente sulla base di parametri tecnici o finanziari”,
sottolinea Sonnessa.
Per
Città dell’Olio, in definitiva, la norma approvata in Commissione Agricoltura
deve essere il primo passo verso una politica nazionale più coraggiosa:
rinnovabili sì, ma senza cancellare i paesaggi dell’olio, senza indebolire le
produzioni di qualità e senza marginalizzare il ruolo dei Comuni e delle
comunità locali.
Il
tema sarà al centro della Convention Nazionale delle Città dell’Olio in
programma il 10 e 11 luglio a Corigliano-Rossano, in Calabria, dove
amministratori locali, istituzioni e rappresentanti delle comunità olivicole
discuteranno del rapporto tra transizione energetica, tutela del paesaggio e
sviluppo delle aree rurali.
“Dalla
Calabria - terra di grandi oliveti e di straordinari paesaggi
agricoli - lanceremo una
proposta chiara al Paese: le energie rinnovabili sono parte del futuro, ma non
possono diventare una minaccia per il patrimonio agricolo italiano. Gli oliveti
non sono un ostacolo alla transizione. Sono una risorsa strategica da integrare
in un modello di sviluppo sostenibile e duraturo”conclude Sonnessa.
Associazione
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