Grande Torino, Invincibili in eterno


Ricordo bene quel pomeriggio tardi e la notizia ascoltata dall'altoparlante del bar davanti alla Cattedrale della mia Larino e il pianto. Da allora la mia fede granata 

Il 4 maggio 1949 l'aereo del Torino, il Grande Torino, termina il suo volo sulla collina di Superga di ritorno dall'amichevole di Lisbona contro il Benfica. Perdono la vita 31 persone tra calciatori, dirigenti, tecnici, giornalisti e membri dell'equipaggio.

 

L'Italia piange i suoi Campioni: un Paese, da ricostruire dopo la guerra, aveva trovato in quei calciatori, in grado di vincere cinque campionati e una Coppa Italia, un baluardo da cui ripartire, su cui costruire le fondamenta della neonata Repubblica.

 

I granata del Presidente Novo vincono, prima squadra italiana a farlo, campionato e Coppa Italia nella stagione 1942-43. Leader di quella squadra è Valentino Mazzola, il Capitano, appena arrivato dal Venezia con Ezio Loik.

 

Nel dopoguerra, dal 1945 al 1949, il Toro vince quattro scudetti di fila. La direzione tecnica è affidata a Egri Erbstein, maestro di calcio e Deus ex Machina di quella squadra eccezionale. In questi anni straordinari il Grande Torino coglie alcune prestazioni record: offre alla Nazionale italiana 10 uomini su 11 (match dell'11 maggio 1947 a Torino: Italia-Ungheria 3-2, assente il solo Bacigalupo); il 10-0 rifilato al Filadelfia a una malcapitata Alessandria il 2 maggio 1948; le 19 vittorie interne (su 20 gare) e i conseguenti 39 punti (su 40 disponibili) conseguiti in casa nel campionato 1947-1948.

 

Dopo aver messo virtualmente in cassaforte il sesto scudetto nella storia del Torino, i granata volano in Portogallo per affrontare in amichevole il Benfica il 3 maggio 1949 in seguito ad un accordo tra i due capitani, Mazzola e Ferreira.
Il giorno seguente, il 4 Maggio, l'intera squadra sale sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa. Dopo l'ultimo contatto con la stazione radio, forse a causa del maltempo o di un guasto all’altimetro, l'aereo termina la sua corsa contro il terrapieno della Basilica di Superga.

 

Nell'incidente vengono a mancare: i calciatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Lievesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta e Ippolito Civalleri e l'accompagnatore Andrea Bonaiuti. Muoiono, inoltre, tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Bianciardi e Antonio Pangrazzi.

 

Grande Torino

 

Orgoglio d’Italia

 

Sempre e per sempre

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