Sognare il domani
Il 22 di Maggio, oggi, è la giornata internazionale della biodiversità, che celebra la ricchezza della vita sul nostro pianeta, e, come tale, da essa dipende la speranza in un nuovo domani che vede la natura protagonista come un tempo, quando a dominare era l’etica e non il dio denaro delle banche e delle multinazionali. Biodiversità animale e vegetale, ma anche umana, che vuol dire espressione di bellezza e di valori, radici legate all'origine, il territorio. I razzisti, soprattutto quelli di casa nostra, fanno della violenza la loro cultura, il loro modo di essere e di vivere fino a diventare rappresentanti di quella miseria umana che è causa solo di disastri. I razzisti non sanno cos'è la biodiversità, la ritengono un fastidio da eliminare. In pratica non amano la bellezza che essa esprime, tanto più oggi nel tempo della globalizzazione.
Salutando con l’attenzione e l’emozione che merita questa giornata, per me speciale, che vado a festeggiare , con il corpo insegnante, gli alunni e gli ospiti, nell'azienda dell'Istituto Tecnico agrario nelle Piane di Larino, riporto all’attenzione dei pochi ma attenti frequentatori del mio blog un mio articolo, pubblicato subito dopo la grande crisi del 2007/2008. Lo ritengo di grande attualità, utile, con la speranza nel domani che esprime, per una vera riflessione sul sistema che governa il mondo, il neoliberismo, ma, anche, per esporre un’idea, pensata con Flora, per Larino che anticipa, se realizzata, la nascita di quella nuova società di cui parla Gunter Pauli.
Il nostro ragionamento riguarda il recupero della struttura del Consorzio Agrario di Larino, da qualche anno chiusa e nel completo abbandono, che riapre e, una volta ristrutturata, mette a disposizione i suoi locali per diventare un centro di botteghe artigiane e di piccoli negozi, che ha tutto per essere un punto di riferimento del consumatore. Un centro vissuto e animato da falegnami; sarti; fabbri; artisti dei fiori di carta, del tombolo, del ricamo; della creta, della pietra, dell’acciaio; pittori, scultori, produttori di cibo e, come tali, testimoni di un Molise, il territorio di tanti territori, il luogo dei luoghi. Botteghe che, come un tempo, sono anche luoghi di formazione per gli artigiani e gli artisti di domani. Tanti David contro i Golia delle multinazionali che riaprono una struttura, oggi abbandonata, e, nel rispetto della continuità del presente con il passato, la rendono luogo animato dall’intelligenza naturale, che si avvale di quella artificiale, per produrre arte.
Un luogo destinato a diventare un centro di cultura e di socializzazione, fonte economica, opportunità di lavoro, che apre al domani delle nuove generazioni.
LA FINE LENTA DELLA GLOBALIZZAZIONE
Leggendo qua e là per i lettori di Larinoviva.it ho trovato molto interessante e di grande attualità l’articolo “Dopo il picco del petrolio andrà a picco la globalizzazione” di Gunter Pauli, imprenditore e autore di The blue economy .
Pauli, rifacendo il percorso della globalizzazione dell’economia mondiale negli ultimi decenni, con la speranza, mai appagata, di una “crescita che portasse ricchezza dagli strati sociali più alti fino ai più bassi” e il risultato, invece, che “nell’economia globalizzata, la povertà è l’unico fenomeno sostenibile”, afferma che “l’azione più decisiva necessaria – e la meno dibattuta- è cambiare il modello di business” visto che tutto “è stato organizzato per la efficienza e nessuno ha mai considerato la sufficienza, con l’avidità che, nella dinamica imprenditoriale, ha preso il sopravvento sulla necessità”.
Si tratta, ora, secondo blue economy, di “soddisfare le necessità di base con quel che abbiamo” in modo da utilizzare la capacità di dare del pianeta e così prendere coscienza del concetto della sufficienza, che vale per ogni essere vivente e non solo per l’uomo. Da qui la necessità di trovare nutrienti e energia in grado di riprodursi come qualsiasi ecosistema, nel momento in cui è un dato “il picco più alto del petrolio (2007), cioè della sua massima estrazione, che ha messo in luce l’impoverimento delle riserve, è diventato il picco più alto della globalizzazione e, con essa, della espansione delle imprese e della loro trasformazione in multinazionali”.
Da ora in poi il risultato sarà un ridimensionamento di queste imprese e si tornerà alle piccole e medie imprese che saranno capaci di utilizzare le risorse disponibili, ciò che fa pensare che salta l’importanza degli investimenti stranieri e la ricerca di materiali lontani dal luogo di produzione.
“Il successo – afferma Pauli- è nelle imprese locali che saranno capaci di creare un’ampia alleanza di attività economiche e sociali con molteplici guadagni e benefici……….ciò permetterà che David vince un’altra volta Golia…. E, a differenza delle 500 corporazioni più grandi che elenca la rivista Fortune, pochi imprenditori aspirano a rimpiazzare questi giganti e saranno soddisfatti se ognuno riuscirà a mordere una porzione del 2 o 3% del mercato dei loro formidabili avversari …..Così – conclude Pauli- nascerà una nuova società nella quale si creeranno posti di lavoro sufficienti, dove i migliori prodotti per la salute e l'ambiente saranno meno costosi e si creerà capitale sociale con la semplice dinamica di essere più produttivi e competitivi. In definitiva, questo è quello che spera l'economia umana: realizzare molto di più con molto meno”.
Torna, così, quella mia vecchia fissazione dello sviluppo locale e, oggi, più che mai dell’importanza delle risorse del territorio che – come fa pensare il ragionamento di Pauli – dovrebbe essere considerato una ricchezza ancor più straordinaria e preziosa sul quale pensare e investire tutta la nostra intelligenza e tutte le nostre energie.
Chi prima riesce a convincersi e ad avviare questo nuovo processo, prima arriverà a dare quelle risposte che da tempo, soprattutto i giovani, aspettano e che la crisi sembra loro negare. Sempre leggendo qua e là, come mi capita di fare dalla mattina alla sera, la mia sensazione, ormai certezza, è che la classe politica e dirigente, non solo di questo nostro Molise, è preso da altri pensieri.
Il tuo messaggio dovrebbe essere il sostrato culturale dei politici, quando si candidano al governo del territorio.
RispondiEliminaAl cittadino il diritto/dovere di scegliere il candidato con una visione coerente e confacente con i presupposti di piano.
Ma è questo il procedimento in atto?
Tu conosci la mia risposta.
Buona giornata.
Bellissima foto e il resto
RispondiEliminaGrazie
Bellissima foto e il resto
RispondiEliminaGrazie
Bravo Pasquale. Oggi con i ragazzi dell’ agrario abbiamo vissuto un bel momento formativo
RispondiEliminaGrazie davvero una speranza: i semi che germogliano si vedono già
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