Sulla democrazia
Non dobbiamo mai dare nulla per scontato. Nemmeno la democrazia e l’idea che ne
abbiamo.
Nata zoppa (in Atene non tutti potevano votare) cresciuta con equivoci (la famosa Magna Cartha
serviva solo a limitare il potere assoluto del re: baroni, chiesa e commercianti facevano sentire il
loro peso ma non il popolo) e poi con illusioni (la rivoluzione francese con la sua trinità fraternità-
eguaglianza-libertà rimase in buona parte uno slogan subito accantonato da Napoleone) ancora
oggi è non solo a rischio continuo ma può diventare una scatola retorica mascherata dal voto cioè
dal potere della maggioranza che non sempre ha ragione. “Il buon senso c’era; ma se ne stava
nascosto, per paura del senso comune” dice Manzoni parlando della peste e delle relative false
credenze popolari sulla sua origine e diffusione. La maggioranza ha scelto Netanyahu e Trump.
La democrazia esige conoscenza ragionamento e analisi. La conoscenza è a rischio: il potere la
manovra, la nasconde o la falsifica. Il ragionamento e l’analisi possono essere ingannati dalla fede,
dalla appartenenza. La democrazia non è intesa allo stesso modo. In Russia si vota ma per noi
non c’è democrazia, in Cina si vota ma noi non la riteniamo una democrazia anche se la
Repubblica democratica cinese in un documento ufficiale del 2021 si afferma che la sua è “una
democrazia che funziona” e che “la democrazia e la libertà sono valori comuni all’umanità e la
democrazia può essere realizzata in molti modi” aggiungendo:” Se il popolo viene svegliato solo al
momento del voto e rimandato in letargo al termine delle votazioni, se viene servito con dolci
slogan in campagna elettorale ma non ha voce in capitolo dopo le elezioni, se viene corteggiato
durante la campagna elettorale ma lasciato fuori al freddo dopo, questa non è una vera
democrazia”. Bella lezione da chi riteniamo non essere democrazia. Uno studio dell’università di
Harvard ha valutato che il governo cinese è gradito a più del 90% del popolo cinese.
Evidentemente hanno un concetto di democrazia diverso dal nostro: da noi prevale l’interesse (e la
libertà) individuale, la società è al secondo piano; per loro evidentemente è la società al primo
piano e la libertà individuale viene dopo. Noi- compresa la cosiddetta sinistra- siamo figli del
liberalismo dell’800. Peccato che la nostra libertà spesso consiste nel poter sbraitare liberamente
anche se poi nessuno ci sta a sentire. Finiamo col ritrovarci politici incapaci e non raramente
corrotti e che si sentono liberi di comportarsi come vogliono senza rendere conto a nessuno. Noi li
scegliamo in base alla speranza del nostro utile personale e trascuriamo l’utile sociale in nome del
nostro concetto di libertà e democrazia ritenendo che solo il nostro è quello vero e reale.
In alcuni momenti storici per alcuni popoli la democrazia può essere non adatta se non è
sviluppato il senso della società e del bene comune.
Non traggo conclusioni, dico solo che ogni tanto dovremmo discutere – senza preconcetti-anche di
democrazia (non oso dire con lo stesso entusiasmo usato nel parlare di pallone).

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