NO!!! Ed ora che fare?
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Ringrazio
Concordo con quelli che dicono: "i giovani ...vogliono un cambiamento tangibile “. Un cambiamento che, però, in mancanza della politica, non è possibile avere. La politica, la sola capace di interpretare il sistema dominante, di combatterlo e vincere solo rimettendo in campo i valori, quelli che servono a ridare pace alla nostra madre terra, alla natura e all’umanità intera. Non lo possono sapere quelli che, in mancanza della politica, in questi anni hanno occupato sedie e poltrone non sapendo che erano nelle mani del sistema, il neoliberismo, mai nominato e, come tale, mai combattuto. In pratica subìto – tutti, me compreso - con il consumismo sfrenato e l'adorazione del nuovo dio, il denaro. Che fare? Organizzarsi, con strutture e strumenti, idee e progetti, azioni. Tutto all’insegna dell’unità per dare continuità alla ragione che ha portato il NO a superare, non di poco, il SI, grazie alla partecipazione e adesione delle nuove generazioni e a una parte di astensionisti che sono, per la Costituzione, tornati a votare.
Serve ora, dopo averla salvata,
ATTUARE LA COSTITUZIONE
Art. 11 – L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla
libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali; consente, in
condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità
necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale
scopo.
1. la parola
d’ordine di chi:
·
ha rispetto della natura e
della sua Madre Terra e, come tale,
è contro l’attuale sistema, il neoliberismo,
che la depreda e distrugge, non avendo il senso del limite e del finito, ed ha,
come suo unico dio, il denaro, che considera onnipotente;
·
ritiene il denaro un mezzo e non un fine;
·
sa della gravità della crisi
climatica e della miseria culturale,
politica e morale di chi la nega;
·
ha rispetto dell’altro e alimenta la parità donna – uomo e, come tale, lotta contro
ogni forma di
disuguaglianza;
·
vuole ridare spazio e significato all’unico vero tesoro che
abbiamo, il territorio, per
programmare il domani avendo premura di salvaguardare, tutelare, promuovere e
valorizzare:
a) i suoi
fondamentali valori, quali l’ambiente, il paesaggio, la storia, la
cultura, le tradizioni;
b) le sue
preziose risorse, in primo luogo il suolo, l’acqua, l’aria, l’agricoltura, le
foreste, gli allevamenti, il mare;
·
opera per il rilancio delle aree
interne e dei suoi valori: ambiente sano, aria pulita, solidarietà e
reciprocità, forestazione e ruralità, biodiversità e paesaggio;
·
ritiene un danno per il paese la sua divisione, a partire dalla
non risoluzione della questione meridionale e dalla sempre più netta differenza
città/campagna;
·
ama la sobrietà e
non il consumismo, lo spreco, promossi e alimentati dal neoliberismo delle
banche e delle multinazionali
·
vuole tenere ancor più aperto il discorso con il passato - il sistema lavora con ogni mezzo per
cancellarlo - e, così, dare al presente la continuità del domani;
·
vuole un nuovo tipo di sviluppo, che riporti al centro
l'agricoltura e ridia alla natura la fiducia dell'umanità per azzerare gli
errori, che hanno portato al cambiamento climatico, alla perdita della
biodiversità e della fertilità dei suoli;
·
cerca lavoro e di
non essere sfruttato;
·
vive, con la povertà e i bisogni, le disuguaglianze e opera per eliminarle;
·
ha come obiettivo la sovranità
alimentare, premessa indispensabile per quella sicurezza alimentare di cui
avrà bisogno una terra abitata (2050) da dieci miliardi di persone;
·
è stanco del teatrino della non
politica e, ancor più, dei suoi protagonisti
inutili e si adopera per riportare al centro la politica e ridare ad essa il primato che le spetta;
·
lotta, si
organizza, manifesta e scende in piazza per tenere alte le bandiere della Pace,
della libertà, della giustizia e della
democrazia;
·
lotta contro ogni forma di criminalità, a partire da quella
espressa da chi dichiara e alimenta la guerra;
·
lotta per
un’informazione libera;
·
non provoca tagli alla democrazia dividendo il Paese o, anche,
cancellando enti e istituzioni o dimezzando il Parlamento;
·
si preoccupa della tenuta della sovranità nazionale e la rende punto di confronto, sostegno e
crescita dell’Unione europea,
partendo dal suo essere una federazione che governa ed essere punto di
confronto e non di scontro, realtà che aggrega e non divide.
2. la bandiera della
svolta per:
·
una rigenerazione
cooperativa e mutualistica della vita della Terra a partire da Acqua, Cibo e
Salute;
·
ridare voce alla natura e
rilanciare la biodiversità per far
vivere la vita;
·
porre mano alla pesante e sempre più pericolosa crisi del clima;
·
non rimanere immerso nel pantano della politica liquida che ammorba l'aria della democrazia, della
partecipazione e della libertà;
·
assistere all’implosione
del sistema evitando di essere vittima sotto le sue macerie;
·
riportare la politica a
non essere più strumento della finanza e della tecnica, ma a decidere
dell’economia e del tipo di sviluppo, quello che utilizza e valorizza le
risorse, non le spreca e, meno che mai, le depreda e le distrugge come fa il
sistema attuale con il suo non senso del limite e del finito;
·
raccogliere i frammenti prodotti dal sistema e trasformarli in
tanti tasselli di un mosaico
rappresentativo dell’unità di un popolo ed espressione di sogni, progetti,
programmi, luoghi d’incontro e di confronto capaci di rilanciare la voglia di
partecipare ed essere protagonisti quali costruttori di un nuovo domani.
3. la bandiera della
speranza in:
·
un nuovo domani, ricco dei valori
e delle risorse che i territori esprimono,
a partire dalla ruralità e biodiversità,
le vere grandi ricchezze, le sole che donano bellezza e bontà.
Chi condivide
questi punti è un valido compagno di viaggio, consapevole, quanto me, che sono
tante e importanti le fermate che ci portano a scendere insieme per stimolare
l’attuazione della Costituzione in
un momento della storia segnata da un sistema in profonda crisi, che ha bisogno
di una spallata per farlo cadere in un baratro. Insieme, uniti per dare un
senso al domani dei valori e non del denaro.
Per rendere
ancora più chiaro il senso della condivisione
ritengo servili ed ipocriti tutti quelli che la guerra non la dichiarano,
ma la sostengono con l’invio delle armi. Ritengo un non senso nominare Ministro della difesa
uno che ha rapporti con chi le armi le produce. Ritengo, altresì, un’offesa,
atto criminale, le spese per gli
armamenti che servono solo per ammazzare e distruggere e, in più, diventano
mancanza di risorse per una scuola che dia quella continuità che merita il
passato con l’oggi e quella dell’oggi con il domani; una sanità in grado di
prevenire e curare a disposizione di ogni cittadino; uno sviluppo sostenibile,
base di un’economia circolare che mira a ridurre al minimo gli sprechi ed a riutilizzare le risorse il più a lungo possibile,
contrastando il modello neoliberista
dell’" usa e getta". Il sistema del dio denaro che,
non avendo il senso del limite e del finito, continua a distruggere la natura
e, con essa, la terra.
Pasquale Di Lena – dopo il No al
referendum
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