Fermiamo il consumo di suolo
In questo tempo di attivismo sfrenato di Trump - il rappresentante principe del sistema predatorio e distruttivo, quello della finanza (banche e multinazionali), noto come neoliberismo - è tutto aumentato, a partire dalle paure e perdita di speranza, oggi più che mai importante. Visto che abbiamo bisogno – come scriveva Gramsci – del pessimismo dell’intelligenza e dell’ottimismo della volontà. Tutto, grazie a quelli che negano che c’è una crisi climatica in atto che rischia il non ritorno, con tutte le conseguenze disastrose che ciò comporta. Negano perché non vogliono chiudere le miniere e i pozzi petroliferi, ma aprirne tanti altri e a dimostrarlo sono le ultime azioni di Trump in Venezuela e la richiesta della Groenlandia, che di petrolio ne ha e tanto.
Negano perché non vogliono avviare uno sviluppo sostenibile di cui ha bisogno la natura, ovvero il mondo che ci vede protagonisti con i vegetali e gli animali - maltrattata e derubata da un neoliberismo predatorio e distruttivo – per tornare a respirare e ridare alla biodiversità i valori persi. Negano perché, in mancanza del senso del limite e del finito, vogliono continuare a fare affari con la diffusione di “parchi” eolici e solari e, così, continuare a distruggere i territori, con la scusa che sono fonti di energie pulite, ma, in verità, anche strumenti che distruggono il suolo, la sua fertilità. Elemento fondamentale per la produzione di cibo, il protagonista della nostra più bella e più significativa delle nostre tradizioni, la tavola, lo strumento intorno al quale prende forma la convivialità e il dialogo, le espressioni che sono alla base di una società che vede il popolo protagonista con la politica nelle sue mani. L’arte del governo e della gestione del territorio, bene comune, contenitore di risorse e di valori che nutrono la libertà, la democrazia, la pace, essenziali per costruire un nuovo domani che utilizza le risorse e non le spreca, le rinnova e non le distrugge. Prendiamo come esempio la situazione del suolo, una risorsa limitata, fortemente ridotta in questi 50 anni di azione del sistema neoliberista, quello delle banche e delle multinazionali, per sua natura predatorio e distruttivo. Solo in Italia sono migliaia e migliaia gli ettari di territorio persi sotto il cemento e l’asfalto e, ultimante, sotto pali e pannelli che servono a dare energia sfruttando il vento e il sole. Dopo la pandemia 2 mq. di suolo ogni secondo coperti, come dire che ogni 5 secondi viene eroso suolo pari alla superficie di un campo di calcio. Una perdita che rischia di diventare irrecuperabile, visto che ci vogliono una decina di secoli per recuperare pochi centimetri di terra fertile. Il rapporto sul suolo del 2023 parla che, se si continua ad andare avanti di questo passo, sono irrecuperabili il 90% dei suoli entro il 2050.
Ai tanti danni ambientali, sociali ed economici prodotti dal sistema del consumismo proprio del dio denaro, diventa urgente pensare a un diverso tipo di sviluppo, basato sulla sostenibilità in agricoltura e un blocco del furto di territorio e di suolo. In pratica dal suolo dipende il futuro degli italiani , e non solo, la sopravvivenza stessa dell’umanità, ciò che fa dire che serve ed è urgente la riscoperta della cultura del suolo, un invito che va rivolto ai rappresentati del Governo italiano e del mondo agricolo, che fanno bene a vantarsi dei successi crescenti dell’agroalimentare italiano, ancor più domani con il riconoscimento Unesco della “Cucina italiana”, patrimonio culturale dell’umanità, ma di ricordarsi che senza territorio e senza suolo viene meno la possibilità di farlo per la riduzione delle quantità di produzione. Basta leggere “Il rapporto annuale sul suolo italiano”, pubblicato Re Soleil foundation, per rendersi conto che sono anni persi non averlo fatto nel passato. Anni tutti da recuperare con un forte impegno per la salvaguardia e tutela del territorio e del suolo, fondamentale per assicurare il futuro che merita l’agroalimentare italiano, con sempre più cibo di qualità e, insieme, bellezza di paesaggi espressi dai nostri campi di grano, frutteti, oliveti e vigneti.
Pasquale Di Lena x Terre del Vino febbraio 2026


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