E’ un pazzo criminale chi decide delle sorti e della vita dei popoli, dei capi di governo e di personalità di altri Paesi, e, anche chi lo asseconda, nel caso specifico, il suo sodale israeliano, un criminale incallito di genocidio. Un pazzo criminale che lancia bombe su territori dei suoi nemici personali, senza preavvisare neanche gli alleati, anche i più servili. 

Ebbene questo personaggio strano, molto strano, che sta mettendo a soqquadro il mondo, ha dichiarato “missione le sue guerre improvvisate. “Missione”, parola ripetuta più volte nel corso di una delle decine e decine di interviste che hanno fatto seguito al suo assalto all’Iran e che riempiono le sue giornate. Tutte nel segno di un attacco di follia, non a caso, nel Paese che ha esportato nel mondo il suo sistema neoliberista e le guerre le va a combattere sui territori altrui, nemmeno una in casa propria.  

Il neo imperatore globale non si rende conto del fuoco che ha acceso in questa parte del mondo e di quello che porterà ad allargarlo, con il Venezuela, e, prossimamente, con Cuba, in America latina, già sotto tiro.

C’è di peggio, l’assalto improvviso all’Iran – si dice in giro in America – è dovuto per coprire la notizia, grazie all’amicizia con il noto Epstein, della violenza sessuale del pazzo scatenato nei confronti di una ragazzina di 13 anni. E’ di ieri sera, 8 Marzo, un servizio speciale della 7, tv  italiana, che riporta la dichiarazione della ragazzina, che conferma l’accaduto.

Un assalto, all’insegna della disperazione, che ha portato ad un allargamento del fronte di guerra, anche in Europa, con l’attacco, da parte dell’Iran, alle basi americane a Cipro  per colpa dei suoi governi, capaci solo di allinearsi alle scelte del padrone, che sono quelle espresse da un sistema in crisi, che, con le guerre, pensa di risollevarsi affamando il mondo.

La guerra è tutta una questione di potere e di denaro, nelle mani di folli esaltati, tutti veri criminali, che ha, come obiettivi certi: i morti, tutti e soli da contare, e la distruzione del territorio con tutti i suoi valori storico- culturali, e le sue risorse naturali o, nel caso dl cibo, prodotto grazie all’agricoltura. La guerra, la più stupida delle azioni umane che, strano a comprendersi, rende protagonisti  i criminali e coinvolge una massa enorme di persone, la gran parte con le lacrime agli occhi, ancora più poveri e, come tali, più disperati.

Io so cos’è la guerra, anche se non l’ho combattuta, ma solo subita, nel tempo in cui le lacrime sapevano di morte, di paura
  e di fame, che scendevano più copiose sul viso dei grandi, delle mamme e mogli in particolare, e di noi bambini affamati. Un senso infinito di paura che si è prolungato negli anni con il lutto, il vestito che raccontava il dolore. Il clima che ha segnato la ripresa, la fine di un incubo, il respiro nuovo di libertà dopo la dittatura fascista e la follia di questo regime di portare l’Italia a combattere in Africa ed essere, subito dopo, una protagonista della seconda guerra mondiale. E, infine, la Repubblica con la sua Carta Costituzionale, non amata dal dio denaro e dai suoi schiavi e schiavetti che la guerra la pensano e la vivono, oggi più che mai come un gioco da bambini, sazi come sono di consumismo e di bisogni indotti che diventano spreco.

Per il sistema che governa il mondo,  il neoliberismo di stampo americano, la guerra è un vestito appeso sempre pronto all’uso, che tanto piace indossare a chi non sa cos’è il rispetto, dell’altro in primo luogo, tanto più nel tempo in cui è in guerra anche la natura e vive la crisi, sempre più pesante, che il clima sta a dimostrare.

Si parla di un Italia senza voci, dove Ministri della Repubblica - quelli che hanno nelle loro mani la difesa del Paese - quello degli esteri ( che non sa del viaggio del suo collega e una domenica mattina telefona all’ambasciatrice italiana in Teheran e chiede “come sta andando la guerra”); il Ministro della difesa, che di armi se ne intende, incapace di spiegare le sue vacanze a Dubai con la famiglia, con il governo non al corrente di questo suo viaggio. Un governo allo sbando, pronto solo  a spendere per nuove armi da inviare a Cipro, dopo quelle messe a disposizione dell’Ucraina. Lo stesso governo che vuole, con la legge sulla riforma della magistratura cambiare la Costituzione con la complicità di una parte dell’opposizione, fondatori del Pd. Non mi è dato sapere - avendo la necessità di inviare l’articolo a La Fonte, entro la metà di Marzo - i risultati del referendum, spero nella vittoria del No, che è vittoria della Carta Costituzionale. C’è da dire che questo clima d’attesa è un clima pessimo che sa di incoscienza e non di ribellione contro la guerra  e  i criminali che la vogliono.

E’ fondamentale vivere la Pace perché apre al confronto, alla negoziazione, allo sviluppo e non alla distruzione. No guerra che è  violenza e morte, e, come la storia dimostra, un accumulo di odio, rancore, voglia di vendetta. Un insieme di sentimenti e di azioni che prepara a un nuovo scontro, rendendo la pace che segue la guerra, semplicemente una tregua. Ecco perché No guerra. Il solo modo per rendere la pace una necessità permanente di confronto e negoziazione.

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