Andare a votare per confermare il sistema democratico e dire No alla guerra
Comunicato Stampa - Associazione ex Consiglieri Regionali del Molise - il Presidente
Referendum del 22 e 23Marzo 2026
Per dovere civico, che avverto da cittadino, attento al diritto di voto (indispensabile per esprimersi su particolari materie aperte alla consultazione), mezzo elementare, per contribuire a vivere in un paese democratico (in cui la sovranità appartiene al popolo), mi preoccupa molto sentir dare agli elettori consigli fraudolenti, diffusi ad arte, di non andare a votare! E’il pericoloso consiglio dato da chi cerca tutte le opportunistiche circostanze, per sostituire la democrazia con il sovranismo.
Personalmente (e per le esperienze maturate nell’Assemblea Legislativa regionale), sento il dovere di non tacere su questo tema, perché il voto non è un inutile ornamento della democrazia, ma la caratterizza, la sostanzia e le dà vigore per far crescere i cittadini nel benessere comune e condiviso. L’opposto avviene, quando si danno diktat di voto!
La pubblicità elettorale dovrebbe mirare a dare utili illustrazioni dei problemi riguardanti il tema, analisi e approfondimenti, conseguenze e danni prevedibili, senza venir meno alle prerogative personale dell’elettore di libera espressione del suo giudizio con il voto. Il diritto dell’lettore di scegliere è mortificato, limitato e abusato da troppo tempo, tanto che siamo giunti al punto che gli astenuti superano i partecipanti al voto.
La situazione è grave. Una democrazia senza popolo, perde la sua anima.
Il capovolgimento spinge alla ricerca di sistemi maggioritari, che portano il Governo del Paese al consociativismo: alleanze stipulate con la condivisione del potere (?), non sempre coerenti con la coerenza autenticamente politica. E’ amaro constatare che la maggioranza del 51% del popolo non trova rappresentanza in Parlamento. E’ una constatazione, non mia personale valutazione, né arbitrario giudizio di alcuno. Questa è la motivazione di chi parla di democrazia bloccata. Tutti insieme interroghiamoci sul futuro della nostra democrazia e poniamo rimedio alle formalità, che sancite dalle normative del sistema democratico vigente, permettono di eludere i diritti dei cittadini, ne rendono difficile l’esercizio, ne vanifichino le volontà.
Evitiamo, combattendo l’astensionismo, di accrescere il clima di disaffezione per le urne, perché le nostre distrazioni possono causare l’effetto di far degenerare la democrazia in autocrazia, che è cosa ben diversa rispetto alla lettera e allo spirito della Costituzione!
Quindi, senza intento e volontà alcuna di aprire fronti polemici, desidero raccomandare, a quanti hanno il diritto di voto di esercitarlo pienamente, non solo perché è un dovere civico, quanto piuttosto per sostenere il sistema democratico.
Chi vuole far crescere la disaffezione al voto tenta di cancellare la sovranità del popolo, che proprio col voto si esercita e mina la casa democratica, perché le toglie le basi su cui di regge e cresce. Per convincersene basta rileggere l’art. 1 della Costituzione. Andare a votare significa confermare il nostro sistema democratico.
Andare a votare, quando è indetto un referendum popolare, significa confermare il particolare diritto del cittadino al voto personale, libero e segreto, con effetto abrogativo totale o parziale di una legge (art. 75 della Costituzione)..
A nessuno sfugga la particolare portata del voto referendario previsto dalla nostra Carta. Esso è il frutto del sacrificio di quanti, dopo l’armistizio non tornarono a casa, ma organizzarono bande partigiane e avviarono la guerra di resistenza e di riconquista delle perdute libertà e diritti, per molti anni negati agli italiani.
Sono nato durante la Seconda Guerra Mondiale, sono cresciuto nel Paese che ha la migliore costituzione del Mondo. Vorrei che le future generazioni potessero godere dei nostri stessi diritti. Per mantenerli in vita dobbiamo essere attivi e operosi: far valere legittimamente il nostro pensiero col voto responsabile e libero di tutti, espresso proprio per validare l’istituto del referendum popolare, che esalta dei diritti cittadini partecipanti.
Molti partiti tacciono, altri danno consigli elettorali, contrabbandati con etichette politiche, soprattutto quando le finalità sono di consolidamento di poteri, che non perseguono finalità di bene comune.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la nostra gente, che allora soffriva - come i popoli oggi guerradesolanti esasperate esperienze – nascostamente ripeteva spesso questa strofetta che mi torna in mente:
Il Duce comanda,
il Re ubbidisce,
il popolo patisce.
Dio mio, quando finisce!
Il Referendum del 2 giugno fu la provvidenziale risposta, che il popolo italiano diede andando a votare! Così inizia la nostra storia repubblicana e democratica. Quindi, se vogliamo continuare a vivere in democrazia, non possiamo sottrarci al dovere della partecipazione attiva, esprimendo liberamente il voto sul quesito referendario, rivolto a tutti i cittadini.
Pertanto, andiamo a votare e in massa.
La democrazia è veramente forte, quando la partecipazione è larga e convinta, per cui essa è attenta e capace di raggiungere mete ed obiettivi di altrettante tappe di progresso e civiltà. Buon voto del 22 e 23 Marzo p.v.
Nel ringraziare per la cortese collaborazione, porgo cordiali saluti
Gaspero Di Lisa
Associazione ex Consiglieri Regionali – Consiglio Regionale del Molise
Via Francesco Colitto n. 7 – 86100 Campobasso - Codice fiscale 92059370707
Tel. 0874/424227 e-mail: associazione.exconsiglieri@mail.regione.molise.it

Il tuo testo è estremamente importante. È fondamentale richiamare l'attenzione sull'illegalità della guerra e sull'immoralità di qualsiasi guerra di invasione volta a interferire nell'ordine politico, religioso, ecc. di un'altra cultura o paese.
RispondiEliminaSono avvilito e deluso di tutto e da tutti, provate a chiedere ad un giovane un ventenne se ha le idee chiare su cosa è come votare, io ci ho provato con le mie figlie ,20 e 22 anni , ahimè non ci sono riuscito, se anche gli stessi magistrati e/o giudici che hanno lavorato insieme su grossi scandali della nostra bella Italia, si dividono, la confusione aumenta,pandroersonalmente
RispondiEliminaSi vuole riformare la magistratura non la giustizia ed a pagarne le spese - insisto - è la nostra Carta Costituzionale, quella che assicura la democraziala in questo nostro Paese governata da nostalgici. Sono avvvilito anch'io, ma non mi fermo a spiegare il mio NO.
EliminaPersonalmente dicevo che andrò a votare per esercitare il sacrosanto diritto di voto ma ogni giorno cambio idea, una idea mi rimane e mi rimarrà, mi sconforta e mi delude tutto il circo mediatico dei partito, gente ,tutta che non merita più fiducia...tutta destra e sinistra..buona giornata,la pausa pranzo è finita, si torna a lavorare....
RispondiEliminaPensa alla Carta Costituzionale e il NO diventa una necessità
RispondiEliminaBuon giorno. Trump crede alla fine della guerra ma i bombardamenti si intensificano. " Se l'Iran fermasse il flusso del petrolio, verrebbe colpito 20 volte più forte" la risposta al mittente " fate attenzione a non essere eliminati voi" Trump continua "potrei essere disposto a parlare con l'Iran" non ho idea di come potrà finire la guerra "..stiamo tornando all era dei cesarismi dei grandi imperi, la democrazia sta subendo un periodo di forte regressione. Era l unica forma politica capace di portare ricchezza prosperità, di allargare il benessere delle fasce più deboli, un " equilizzatote orizzontale". Siamo finiti nella tenaglia della legge del più forte. E l'Ai è lo strumento. Trump è l infezione della democrazia. Ah cecità di Saramago, non si avverte che manca in Europa una leadership consapevole.. senza un confronto vero l Iran non cercherà né la tregua né la fine della guerra" l aggressore deve essere colpito in faccia per imparare la lezione." Quale è oggi il vincitore ? è Putin che indisturbato rafforza la sua posizione in Ucraina. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra mentre i prezzi energetici aumentano. Il Mo ora occupa la scena. Duro attacco all Europa. Risparmi la sua ipocrisia o fragilità, è stata dalla parte sbagliata della Storia dando via libera alle occupazioni al genocidio alle atrocità. Il silenzio di fronte alla illegalità e alle atrocità non è altro che complicità. Il blocco di Hormuz è strategia vincente, navi da scorta alle navi ? Con quale esito, strategie di sprovveduti. Trump pretende di essere l'interlocutore privilegiato sulla scelta del nuovo capo di Stato di un paese di cui ha ucciso il suo capo vorrebbe agire come in Venezuela, vuole distruggere con uno slogan folle tremila anni di storia. Forse non sa nemmeno dove geograficamente è collocato l Iran non conosce la sua storia. Fa disfa si contraddice confonde mentitore oscilla tra il comico e il cinico. Guerra scatenata perché? Non lo sa neanche lui, una guerra che si prolungherà nel tempo. Trump dice per pura propaganda che la guerra è finita. La guerra con l Iran voluta da Netanyahu gli sta procurando vantaggi. In Cisgiordania i coloni aumentano le loro violenze sono più liberi più esposti sicuri della loro impunità. L'Iran è disposto " a combattere fino alla morte"riuscirà a stroncare l occidente?. La nuova guida spirituale è nel mirino di Israele potrebbe diventare un altro martire. Non dimentichiamo dieci anni di conflitto con l Iraq e un milione di vittime..un caro saluto
RispondiEliminaRappresenta bene la crisi del sistema neoliberista che ha eletto, con le banche e le multinazionali, a dio il denaro, così caro al suo sodale israeliano, altro criminale di guerra, che continua a diffondere ovunque, visto che è pur sempre un affare. Questi sporchi figuri pensano di azzerare la memoria con l'intelligenza artificiale, ma non sanno che quella per la propria terra, per i propri cari. per il proprio cibo, non si cancella perché siamo noi. Intanto continuano, con i loro complici silenziosi, ad ammazzare e a distruggere. Non a caso in quella parte di mondo che ha visto nascere la civiltà, l'olio e il vino, le nostre saporite bontà che negano l'intelligenza artificiale, così cara alle banche e alle multinazionali.
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