Il mio NO nel rispetto della Costituzione

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su la FONTE



Anch’io, stanco del teatrino della non politica e, ancor più, dei suoi protagonisti inutili e, come tali, non utili per il Paese, ho faticato, e non poco, in questi due ultimi decenni, ad andare a votare ed esprimere il mio voto. Ci sono andato solo per rispetto dei principi costituzionali e della democrazia, che l’attuale sistema, il neoliberismo, mette in dubbio con i governi di destra, a partire da quello italiano.

Il 22 e 23 di Marzo p.v. andrò a votare e, libero di esprimere la mia volontà  di continuare a lottare per un futuro migliore, segnerò con una croce il mio NO e lo farò nel rispetto della nostra Costituzione,  la Carta dei principi e dei valori espressi dall’antifascismo con la Liberazione, dopo vent’anni di dittatura . Lancerò questo mio appello ad andare a votare soprattutto rivolto a chi ha rinunciato a farlo per le mie stesse ragioni sopra riportate. A chi so che ha a cuore la Costituzione - da sempre, un esempio per il mondo intero - e, con essa,  il domani di questa nostra Italia. La Costituzione che “Ripudia (art.11) la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. E’ tempo di incontrarsi e stare insieme, riappropriarsi della politica, da anni nelle mani del sistema, per diventare promotori di confronto e di dialogo, di iniziative - non solo parole - atte a risolvere i problemi, a partire dalle disuguaglianze proprie di un sistema, il neoliberismo del dio denaro, che vede ricchi (l’1% dell’umanità), sempre più ricchi, possedere la ricchezza del rimanente 99% di donne e uomini che vivono questa nostra Madre Terra, con la Natura sempre più depredata e distrutta. Un sistema che, non avendo il senso del limite e del finito, è privo di domani, quello che spetta alle nuove generazioni. La crisi climatica, sempre più grave, è, non a caso, negata da chi il sistema lo rappresenta con la sua miseria politica, culturale e morale.

 


La bandiera della pace

Bella

con il suo vento che gonfia,

piega, racconta canti di libertà.

 

Sorriso dolce per un mondo

colorato di arcobaleno, segnato

da sguardi, strette di mano, solidarietà.

 

Voci diverse di territori vicini e lontani,

biodiversità di soli e di lune, cieli

strapieni di stelle lucenti e scure. 

 

Gocce del sacro sempre verde olivo

 che dona respiri al clima malato, e

 del salice dalla larga ombra che,

con le sue radici, rallenta il fiume.

 

Natura che saluta il tramonto,

respira onde di mari azzurri e rende

sano cibo del domani la fertilità.

 

pasqualedilena@gmail.com   

 

 

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