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Perché chiude una delle più grandi aziende emergenti di carne coltivata al mondo

Nonostante progressi tecnologici e investimenti milionari,    la società non è riuscita a raccogliere nuovi capitali: una battuta d’arresto simbolica per un settore già in difficoltà

  • GmeberoRosso04 Gennaio, 202

promettente società olandese Meatable, attiva da anni nel settore della carne coltivata in laboratorio, ha annunciato la chiusura definitiva delle sue attività dopo non essere riuscita a garantire nuovi finanziamenti. La decisione è stata confermata da Agronomics, investitore di riferimento e società quotata a Londra specializzata in tecnologie alimentari sostenibili, che ha definito la scelta di liquidare l’azienda come “responsabile e nell’interesse di tutte le parti coinvolte”. Una battuta d’arresto significativa per il settore anche per il fatto che a essere coinvolta è un’azienda olandese, paese pioniere dell’agricoltura cellulare che qui ha visto nascere il primo “prototipo” di hamburger coltivato presentato da Mark Post nel 2013. In particolare Meatable si è distinta, nei primi mesi del 2024, per lo sviluppo della tecnologia Opti-Ox grazie alla quale si sarebbe potuto sviluppare un prodotto come la salsiccia di carne di maiale coltivato in soli quattro giorni.Ascesa e crollo di Meatable

Fondata nel 2018 dai biotecnologi Krijn de Nood, Daan Luining e Mark Kotter, Meatable era fra le realtà più visibili in Europa nell’ambito della carne coltivata, con l’obiettivo di produrre carne di maiale e altre varietà senza allevamento e senza macellazione. La tecnologia proprietaria di Meatable, basata su cellule staminali pluripotenti, prometteva tempi di differenziazione cellulare molto rapidi, con trasformazioni in tessuto muscolare e grasso fino a quattro giorni, un record nel settore. Nonostante questi progressi tecnici e una serie di iniziative strategiche nel corso del 2025, la società non è riuscita a convincere investitori nuovi o già presenti a immettere capitali sufficienti per sostenere un ulteriore sviluppo. Agronomics ha investito complessivamente circa 9 milioni di euro in Meatable, ma ora l’intera partecipazione sarà azzerata nel bilancio della società di investimento, con un impatto pari a circa 8,1% del valore netto patrimoniale di Agronomics al 30 settembre 2025. Il processo di liquidazione comporterà la dissoluzione legale dell’entità Meatable e la fine di tutte le operazioni, mentre Agronomics non ha fornito dettagli su un possibile futuro delle tecnologie sviluppate o su eventuali cessioni di asset intellettuali e materiali di ricerca.

Una decisione inaspettata, ma non troppo

Il 2025 era iniziato per Meatable con una serie di mosse strategiche e ambiziose tra le quali l’acquisizione della piattaforma tecnologica di Uncommon Bio, una start-up britannica che aveva deciso di riposizionarsi lontano dalle applicazioni alimentari. La transazione avrebbe dovuto ampliare il portafoglio di proprietà intellettuale dell’azienda e rafforzare le capacità di differenziazione cellulare, aprendo potenzialmente la strada a produzione di varietà diverse da quella suina. Nel corso dell’anno Meatable aveva anche cercato di consolidare la sua presenza globale annunciando collaborazioni per lo sviluppo di impianti produttivi in Asia e aveva ospitato a Leiden un summit internazionale sulla carne coltivata, con l’intento di costruire ponti fra industria, policymaker e investitori. Tuttavia questi segnali di slancio non sono stati sufficienti a invertire una tendenza negativa più ampia. Il clima di investimenti nel settore delle proteine alternative, e in particolare della carne coltivata, è diventato via via più difficile negli ultimi anni, con un forte calo dei capitali dopo il boom delle raccolte del 2021 e 2022. La chiusura di Meatable giunge pochi giorni dopo che un’altra giovane impresa del settore, Believer Meats con sede in Israele, ha annunciato la cessazione delle proprie attività nonostante l’ottenimento delle autorizzazioni normative negli Stati Uniti e l’apertura di uno stabilimento di produzione su larga scala.

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