DIVERSITA'

 

Diversità

Amo

la tavola imbandita circondata

da sedie, ancor più da panche e,

al centro, una bottiglia di vino

appena stappata.

 

Amo i colori delle tovaglie,

delle salviette perfettamente abbinate,

le posate che, da una parte e dall’altra,

proteggono il piatto, pronte per essere

utilizzate.

 

Amo i bicchieri, vuoti e pieni 

di acqua e del nettare degli dei, che ha

nel territorio la qualità e nell’uva

le peculiarità che esprimono aromi,

sentori da gustare e brindare.

 

Amo il cibo,

l’atto agricolo che racconta la terra,

il sole, le differenti lune che giocano

a nascondino con le stelle e danzano

al canto dell’usignolo.

 

Amo il chiasso, l’urlo, la risata, che

danno spazio al sogno e non alla paura.

 

Amo lo sguardo di un cuore innamorato.

 

Amo il pane, l’olio, il vino, che è

sorso di paesaggi incantati,

il mare che nasconde abissi di silenzi

cura corpi bianchi ammalati.

 

Amo l’insalata, il pancotto, la ciambotta

che raccontano le stagioni dell’orto.

 

Amo te

che sei diversa da tutte le altre,

bella con la tua incantevole allegria

che la tavola raccoglie e diffonde

dando voce alla bella compagnia

 

Pasquale Di Lena 25.3.2025

Commenti

  1. Che meraviglia questa poesia, sembra quasi che mi trovo lì a gustare tutto quello che descrivi “GRANDE PASQUALE “ 🤗

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  2. Che meraviglia questa poesia, sembra quasi che mi trovo lì a gustare tutto quello che descrivi “GRANDE PASQUALE “ 🤗

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  3. Una lirica dalla quale affiora un cuore di fanciullo mai sopito!❤️

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  4. Giovanni prof. Modugno1 aprile 2025 alle ore 21:46

    Buon pranzo..la gioia della tavola ieri. Oggi ci si abbuffa in sontuosi banchetti. La voluttà e la crapula si sono impadronite di tutte le classi. Quella ordinata semplicità ed innocenza di costumi non ci appartengono più. Quella accurata educazione della mente e del corpo è scomparsa. La presentazione a tavola del cibo era piena d amore giusta e misurata. Cibi accostati averti sapori. L armonia dei colori dei sapori era sempre presente e faceva sentire il piacere della tavola. Non esisteva una molteplicità e varietà di piatti bicchieri cibi, non esisteva o pratiche fraudolente portate a indurre in errore il consumatore. Era profondo il diritto alla alimentazione sana. Attorno alla tavola si mangiava si dialogava, si confrontavano esperienze. Ogni atto era legato al cibo semplice mA talvolta anche complesso, preparato con cura e spesso con sorprese e stupore. Era un fatto culturale.. attraverso il cibo ci passavano gusti sapori ma anche storie e saperi. Era conoscenza i contro un banchetto di parole suoni rumori. Convivio dicevano i latini cioè mangiare insieme vivere insieme. Preparare mangiare convivere erano le metafore del vivere. Erano gesti di amore. Una abbraccio

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  5. Bella, Pasquale un po' mi riporta indietro quando eravamo ragazzi pieni di allegria e felicità

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  6. Che poesia stupenda caro Pasquale,solo tu potevi scriverla con la tua grande sensibilità ed un cuore pieno d'amore

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  7. Complimenti a te e alla Musa ispiratrice!

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  8. Quanta dolcezza in questa poesia. Improvvisamente mi sono ritrovata in una delle nostre tavolate, in Toscana o a Larino con tua mamma e tuo zio, con Marzio e Emanuela C'è sole e in tavola il vino e la pasta con le verdure raccolte nei boschi. Così consolavamo anche qualche problema di cuore che ci sembrava importante.... Grazie amico mio, ti voglio bene.

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