IL TEMPO DELLA TINTILIA DI DI MAJO NORANTE
12 anni e più di vita per un vino sono pochi solo se è un grande vino e la Tintilia di Di Majo Norante del 2001, che io e Flora abbiamo stappato pochi giorni fa in onore di cari amici, Barbara e Luca, di Siena, è risultato piacevole e accattivante, già saggio ma non vecchio, ancora pieno di vita con i suoi delicati profumi, il suo colore rubino intenso e il suo sapore con note di spezie evidenti.
Volevamo fare bella figura con i nostri cari ospiti ed onorare nel migliore dei modi la vitivinicoltura molisana facendo loro degustare, bevitori da sempre di Brunello, Chianti e Vino Nobile di Montepulciano, una nostra identità, la Tintilia, ma di un'annata lontana, quella che ha aperto la strada a questo vino principe del Molise.
Luigi, che onora Flora e me della sua amicizia, ha avuto il merito, dopo la chiusura, alla fine degli anni '50, dell'azienda vitivinicola Ianiro di Montagano, di rilanciare l'immagine della vitivinicoltura molisana e di stimolare altre aziende a seguire il suo esempio, non solo di produttore ma anche di imbottigliatore di vini.
Oggi, grazie a questa prestigiosa azienda, che il mondo conosce, e grazie alle altre trenta aziende che imbottigliano nel Molise, la vitivinicoltura molisana si sta facendo conoscere per i suoi vini di qualità: la Tintilia e tanti altri ancora, in primo luogo le altre tre Doc "Biferno", "Molise" e "Pentro" che, insieme, raccolgono quasi trenta tipologie di vino a base di nuovi e antichi vitigni.
pasqualedilena@gmail.com
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