INTERVISTA
L’INTERVISTA SU “LA
STALLA DI RUTA” DI ENNIO DI LORETO PUBBLICATA OGGI SU PRIMO PIANO
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Come mai non sei
d'accordo
L’ho già scritto con “La stalla di Ruta”, l’articolo che ho pubblicato sul mio blog subito dopo che ho letto l’annuncio di Ruta fatto nel corso di una conferenza stampa a Larino. Sottolineo Larino che Ruta allora indicava e che, in pochi giorni, dalle notizie lette sulla stampa locale, ha prontamente dimenticato scegliendo altre località a suo piacimento.
Questo per dire che
non era e non è una cosa seria ma solo un annuncio pubblicitario che alimenta
la demagogia in una regione dove si ha paura della verità, sia a dirla che ad
ascoltarla. E’ una iniziativa che parla
allo stomaco delle persone e non al cuore e alla mente, e questo è quello che a
me fa più paura.
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Perché secondo te il
progetto è tanto vantato da Ruta&co?
Ciò che più
impressiona del dibattito intorno alla "stalla" è (non solo di Ruta
ma di un gruppo dirigente trasversale) la visione di un mondo ormai lontano,
passato e non di quello che viviamo ora, in questo momento. Basta avere occhi
per vedere come questo mondo è stato ridotto a pezzi dalla pesante crisi che -
non bisogna dimenticarlo - è il frutto del fallimento totale di un sistema di
sviluppo che ci tiene sull’orlo del baratro.
E poi, la visione
anche di un Molise che non c'è, non solo perché non ha le dimensioni per
rispondere a certe domande ma, neanche, le caratteristiche per farlo con le
minute pianure, le tante colline e, soprattutto, montagne.
C'è da credere che quello che conta per questa classe
dirigente è solo il denaro, tanto denaro, e non il territorio e la
sostenibilità, due elementi centrali che il denaro e la cultura del passato stanno
riducendo ai minimi termini.
Siamo di fronte a un progetto troppo grande
anche per la pianura padana, cioè il territorio di appartenenza della
Granarolo, figuriamoci per il piccolo Molise. A tale proposito c’è da dire come mai la Granarolo non pensa di
realizzare intorno alla sua realtà produttiva quello che vuole realizzare
altrove e, così, pensa all’Abruzzo, alla Puglia e, grazie a Ruta e a Leva,
sempre che sia vero, al Molise?
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Quali sarebbero gli
svantaggi?
In pratica la svendita del Molise e non la sua
valorizzazione, che poi vuol dire continuità e ciò è dimostrato dalla conferma
dell’Autostrada, dell’accorpamento con altre regioni, della concentrazione a
Campobasso, Termoli e Isernia con la conseguenza di uno svuotamento degli altri
133 comuni, dalla svendita della Sanità pubblica, etc., etc.. Una continuità
che non trova opposizione nel momento in cui tutti acconsentono o stanno zitti.
- Quali le alternative?
Siamo nell’era della conoscenza e quello che serve prioritariamente è la partecipazione e non gli annunci; il dialogo e non una minestra già fredda che, oltretutto, per le cose che dicevo prima, è pericolosa perché non è adeguata alle necessità del Molise.
Servono progetti e programmi rapportati alle
dimensioni della nostra regione, alle sue caratteristiche, alla sua storia ed
alla sua cultura, cioè le basi sulle quali poter costruire il suo futuro perché forti di
valori e di risorse sempre più importanti e, oltretutto, pienamente rispondenti
alla nuova domanda del consumatore, anche il più esigente.
Siamo nella necessità di tornare alla sobrietà, una virtù tanto più virtù oggi quando registriamo il fallimento del consumismo e dello spreco. La megalomania ha già fatto troppi danni e non serve, in particolare a un Molise con le ali di una farfalla che, come tutti sanno, non possono essere toccate se lo vogliamo vedere volare.
pasqualedilena@gmail.com
I nostri "Manzi Molise" - lui, l'altro e il sottosegretario - hanno mai messo piede in un allevamento? Sanno quanti quintali di deiezioni producono 12 mila manze ogni giorno? Sanno che i nutrizionisti sostengono che la carne dobbiamo mangiarla 2-3 volte... al mese? "Favolatte!"
RispondiEliminaMi domando ma è stato valutato l'impatto sull'ambiente di un simile progetto?
RispondiEliminaSe da una parte si parla che il paesaggio molisano può essere la nostra ricchezza, tale progetto come si colloca nella discussione?
Parole, parole, parole (Cantava Mina e tanti la imitano)
non sono tenuti a sapere ma a informarsi prima di dare l'annuncio di un qualcosa che non conoscono e non vogliono conoscere. Li salva l'arte della demagogia che incanta molto il popolo molisano. C'è di più loro sanno bene come parlare allo stomaco della gente e non al cervello perché il pensiero li paralizza
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