19 gennaio 2017

IL MOLISE E’ L’ACQUA CHE HA


In queste ore a Davos, in Svizzera, si sta discutendo dei rischi che corre il globo se non si prendono provvedimenti per il clima, l’ambiente, le disuguaglianze, l’acqua, la stessa aria che permette a ogni essere vivente di  respirare.



Rischi seri (non c’è l’economia) che necessitano di essere rimossi se si vuole bene al globo che ci ospita.



Ebbene, il rischio dovuto a una crescente carenza di acqua, in particolare quella potabile, mi fa pensare ancor più al Molise, alla straordinaria attualità e, come tale, modernità di questa piccola Regione che, personalmente, considero una stupenda, meravigliosa Città –Campagna. Ponendo al centro di un suo possibile sviluppo, il Molise, ha tutto per recuperare la sua scarsa visibilità e approfittare della sua “arretratezza” per diventare un laboratorio di opportunità per sé e per le altre regioni, il Paese.



L’acqua il Molise ce l’ha ed è la risorsa più preziosa di quel bene comune che è il territorio e, come tale, da spendere con grande oculatezza. E’ la sua preziosità che fa dire che essa è una risorsa strategica al pari degli altri contenuti propri di una Città-Campagna, come la ruralità, i suoi 136 borghi, la sua agricoltura.



Una fortuna enorme che non è permesso a nessuno di buttare al vento se non vuol ritrovarsi inserito nella categoria degli sciocchi e dei mestieranti della politica, o, addirittura degli accattoni.

L’acqua, anche alla luce della sua centralità all’interno di una riflessione che vede riunito, a Davos,  un mondo di esperti, ricercatori, rappresentanti di governo, può diventare il perno di una strategia di marketing e, trascinare, con la sua promozione e valorizzazione, la sua spendibilità, l’insieme delle poche ma importanti risorse espresse dal territorio, tutte all’insegna della sostenibilità.



Una classe politica e dirigente , che vuole mostrarsi avveduta e lungimirante, non perderebbe tempo a resuscitare un sistema fallito (è sotto l’occhio di tutti)  per colpa di uno sviluppo tutto concentrato sull’industrializzazione, ma utilizzerebbe intelligenze e risorse per vedere qual è lo sviluppo alternativo. Un fallimento pagato con la perdita del lavoro, mancanza di prospettive, nuova emigrazione, perdita di territorio e abbandono dell’agricoltura, che vuol dire riduzione di cibo e di cura del territorio.




La mancanza di un’opposizione a una prospettiva che decreta, viste le conseguenze di una crisi strutturale, sistemica, il ripetersi di un percorso fallito, porta a disperare chi conosce il significato e il valore dell’acqua e sa che il Molise ha straordinarie potenzialità da esprimere e tutte nella direzione opposta.  Solo un diverso sviluppo che parte dalle risorse che il territorio mette a disposizione, per spenderle e valorizzarle invece di distruggerle, dando spazio a vecchie  e nuove attività, può risultare vincente oggi e dare quelle speranze che servono a costruire il futuro.

Penso alla ruralità, alla storia e alla cultura, ai borghi, alle tradizioni, e, penso, a nuove attività legate al recupero dei borghi, ai cammini e ai turismi possibili, quelli che sanno cogliere e vivere la sostenibilità.



 Ecco il Molise, una realtà che vive  nel cuore di chi sa che esso è identità prim'ancora che una realtà geografica, attualità e, come tale, premessa di un futuro che può aiutare anche altre realtà a uscire da un percorso che, mettendo a rischio l’esistenza stessa del globo, non ha alcun segno di continuità.



L’acqua, risorsa primaria del Molise, l’oro blu da difendere dagli assalti di chi se ne vuole appropriare, che apre un percorso alternativo che evita il baratro e porta al domani.

E tutto questo per evitare di scambiare l’oro blu con un culo di bottiglia che, non un bianco ma un giallo di oggi, è pronto a dare, e fare così la fine che hanno fatto in America gli  indiani.



Si tratta solo di programmare e progettare partendo subito dal recupero delle perdite di acqua, e, quindi, dalla necessità di impegnare le risorse per un acquedotto sano, efficiente, in modo da assicurare l’acqua ai molisani e agli ospiti del Molise; definire un unico consorzio di bonifica e un uso mirato dell’acqua nelle campagne per un’agricoltura moderna, di qualità; porre una particolare attenzione alla viabilità e al dissesto idrogeologico; puntare sul recupero deii borghi per un’ospitalità diffusa.



Con l’acqua e una sua intelligente gestione si dà spazio all’occupazione; si rilanciano le piccole attività artigianali e commerciali; si dà spazio ad un’agricoltura di qualità, con altre sue eccellenze degne di diventare testimoni del territorio al pari dei vini e dell’olio, le sole indicazioni geografiche tutte molisane; si apre definitivamente al turismo, con i turismi possibili grazie alle tante vocazioni.   



L’acqua può, così, dare al Molise l’immagine che non ha e e fare esprimere in pieno tutta la sua identità e le sue importanti potenzialità.

pasqualedilena@gmail.com

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