11 settembre 2012

DONNE IN CAMPO

Ecco il buffet a km zero. In Toscana
nasce l'agri-catering .
Un bellissimo esempio che mette in luce le potenzialità dell'azienda coltivatrice e il ruolo fondamentale delle donne coltivatrici. Un'idea da diffondere e adattare ai diversi territori, utile per ridare fiato all'agricoltura voluta nella crisi grave che l'attanaglia da anni e per far capire la centralità e la modernità dell'agricoltura. 

 
 
 News in daiCAMPI del [07/09/2012] Agricoltura.it


Tagliatelle al tartufo o dolce all’ananas nei menù? No grazie. Ai buffet preparati dalle Donne in Campo di Lucca, l’associazione della Confederazione Italiana Agricoltori-Cia che raccoglie le donne imprenditrici del mondo dell’agricoltura, si trovano ben altri prodotti: il pomodoro canestrino, la polen...
ta di mais maranino, la ricotta con le more e il miele, il vino e l’olio delle colline lucchesi. E' questo l’Agricatering, la nuova attività realizzata dalle Donne in Campo.

Obiettivo - L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare i prodotti locali, offrendo ai clienti dei rinfreschi e buffet a chilometro zero. Ma anche di combattere la crisi economica, trovando un nuovo sbocco alla propria professione. «Ci siamo riuscite – commenta con soddisfazione la presidente di Donne in Campo di Lucca, Paola Benassi –, e abbiamo dato vita a un’iniziativa originale, unica in Toscana, ma non ci risulta ci siano esperienze analoghe in Italia, che prevede l’offerta di servizi di catering a filiera corta, dove tutto nasce direttamente dai lavoro nei campi, senza intermediazione alcuna. Grazie anche alla preziosa collaborazione dell'Asl 12, le imprenditrici, hanno realizzato un'associazione di coltivatrici che cucinano e servono direttamente i loro prodotti: l’agricatering appunto».

I vantaggi - «Questa iniziativa – spiega Maria Annunziata Bizzarri, presidente di Donne in Campo Toscana - porta con sé molteplici vantaggi: far assaporare quello che si può realizzare con le nostre produzioni locali e di stagione permettendo il riappropriarsi delle tipicità del gusto e dei sapori, avere una funzione educativa nei confronti dei consumatori e soprattutto delle nuove generazioni che avranno l’opportunità di conoscere sapori ormai dimenticati o forse nemmeno mai conosciuti, nonché valorizzare le competenze e le capacità creative delle donne dell’agricoltura. Si tratta di un’esperienza pilota che parte da un progetto promosso da Donne in Campo Toscana, stante l’attenzione che le donne agricoltrici hanno da sempre dimostrato verso la tipicità ed il mantenimento delle biodiversità ed al rapporto diretto fra chi produce e chi consuma e nel ricercare forme innovative di integrazione al reddito.

Debutto - Significativa anche la scelta fatta per la parte più prettamente operativa e, cioè, dove cucinare i piatti dell’agricatering: «Tra gli obiettivi dell'associazione Cia – spiega Giovanna Landi, coordinatrice provinciale di Donne in Campo di Lucca – vi è la valorizzazione del significato sociale che può avere l'agricoltura, soprattutto se realizzata da donne: al momento di scegliere una cucina a norma da utilizzare per l'agricatering, quindi, abbiamo scelto quella de La Ficaia, un ristorante gestito da una cooperativa sociale che aiuta le persone in difficoltà che vogliano reinserirsi nella società». La prima uscita delle imprenditrici è alla festa del Fatto Quotidiano, - (dal 7 al 9 settembre) - alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, dove le Donne in Campo curano pranzi a buffet ed aperitivi.

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