“J pagntell” della devozione
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a Larino una tradizione lunga oltre settant’anni in onore di Sant’Antonio
Una storia che abbiamo avuto modo di conoscere grazie all’invito dell’amico Giancarlo Caporicci, che ci ha accompagnati alla scoperta di una tradizione forse poco conosciuta, ma profondamente radicata nella fede e nella memoria della famiglia. Ad accoglierci è stata la signora Carmela, insieme al fratello Pasquale, custodi di un racconto tramandato di generazione in generazionenel cuore di uno dei luoghi più suggestivi del centro storicLa devozione verso Sant’Antonio nasce da episodi vissuti dalla famiglia diversi decenni fa, fatti che hanno lasciato un segno profondo e che ancora oggi vengono ricordati come testimonianza dell’aiuto e della protezione ricevuta dal santo. Una fede concreta, fatta di riconoscenza e di un legame speciale che continua ancora oggi attraverso un gesto semplice ma ricco di significato.
Questa tradizione è stata portata avanti nel tempo grazie all’impegno e alla dedizione di tutta la famiglia. Accanto a mamma Angela, che per anni ha curato con amore la preparazione e l’organizzazione dell’altare e delle pagnottelle, c’è stato anche il prezioso aiuto dell’indimenticabile zio Mario Mammarella, figura importante nella vita familiare e parte integrante di questa storia di fede e devozione. Il suo contributo rimane nel ricordo di chi ha vissuto quei momenti e di chi ancora oggi riconosce il valore di quel gesto tramandato nel tempo.
Come da tradizione, anche quest’anno don Antonio Di Lalla si è recato nell’abitazione per la benedizione del pane: circa trenta chilogrammi di pagnottelle preparate con cura e destinate alla condivisione con la popolazione. Nel corso della preghiera, il sacerdote ha ricordato il valore simbolico dello spezzare il pane: un gesto che richiama la fratellanza, la solidarietà e la capacità della comunità di ritrovarsi attorno ai valori della fede.o larinese.
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