28 novembre 2016

L’OLIVO E IL SUO OLIO, UNA VALIDA CURA PER IL CLIMA SEMPRE PIU’ MALATO.


Alla COP22, la Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni
unite, che c’è stata in questo mese di novembre a Marrakech, in Marocco, per
dare seguito alla conferenza sul clima di Parigi dello scorso anno, l’olivo
con il suo olio extravergine e vergine, è stato, grazie al COI, Consiglio
Oleicolo Internazionale, un grande protagonista per i suoi benefici effetti
sul clima.
 A dimostrare gli interessanti
risultati di una ricerca c’era
l’agronomo Franccesco Serafini,
capo del Dipartimento D del COI,
l’Istituzione massima dei paesi
olivicoli.
Risultati riferiti agli effetti
positivi della produzione di olio.
Un bilancio fortemente attivo visto
che il chilogrammo e mezzo di CO2
necessario per la produzione di
un kg di olio, viene compensato
dal prelievo dell’oliveto
dall’atmosfera di ben 10 Kg.di CO2.
Uno straordinario contributo alla necessità di mitigare gli effetti nocivi
del gas serra nell’atmosfera. Basta un oliveto semi-intensivo, curato con
le buone pratiche agricole, a captare ingenti quantità di CO2 e a fissarla
nella biomassa e nel terreno. In pratica, a produrre questi effetti così
importanti per il futuro del pianeta nel momento in cui il clima, sempre più
soffocato da gas serra, trova la possibilità di respirare.
Sapere che l’olio di oliva, vergine e/o extravergine, è capace anche di questo,
oltre ai tanti servizi resi all’uomo, ce lo rende ancor più prezioso e adorabile
di quanto sia stato fino ad ora.
L’olio e il suo olivo che, si sa, è sempre stato fondamentale per la salvaguardia
della biodiversità, con l’Italia che, con le sue 500 varietà e più, ha il più
ricco patrimonio al mondo di questa espressione stupenda di vita. L’olivo,
una coltivazione essenziale per il miglioramento del suolo e, con i processi
di tropicalizzazione in atto, sempre più fondamentale per combattere
la desertificazione che avanza. Un amico, con il suo prezioso olio, dell’uomo
e dell’ambiente.
Una ragione in più per invitare il consumatore del mondo a utilizzare olio
extravergine di oliva, fonte di una cultura di millenni e espressione di civiltà,
soprattutto quelle che hanno caratterizzato l’area del Mediterraneo, ancora oggi
“il mare dell’olio”.
L’olio extravergine, non solo bellezza e bontà, ma anche salute, vita che si
contrappone ai nemici del clima, malato da tempo e, sempre più, bisognoso di cure.
Quale cura migliore di quella dell’olivo che, con il suo olio, ha la possibilità
di captare l’CO2 e di immagazzinarla nella biomasssa e nel terreno!
Un toccasana per il clima che, così, ha, non solo  la possibilità di respirare,
ma anche, di sperare.
pasqualedilena@gmail.com


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