11 aprile 2015

Il paesaggio, patrimonio di tutti

                 
Un Piano - raccontato da Teatro Naturale n° 34 e 35 del 20 e 27 Settembre dello scorso anno – che ha rischiato di non arrivare al voto finale dopo il duro attacco dell’estate scorsa, portato da diverse associazioni vitivinicole e organizzazioni professionali, che, sotto la spinta di forti interessi privati, hanno parlato di un Piano caratterizzato da vincolismo, dirigismo, intenti punitivi per gli imprenditori.

Un fulmine a ciel sereno che ha fatto parlare, non a caso, i media regionali di una “guerra del vino”, portata avanti proprio da chi dal paesaggio rurale toscano ha ricevuto immagine e valore aggiunto per i suoi vini e, non solo, anche per l’insieme dei prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato con riflessi positivi sul turismo.

Uno scontro che, registrando un cambiamento di atteggiamento della maggioranza di governo della Regione Toscana, ha fatto temere, soprattutto ai suoi sostenitori, di non farcela ad arrivare al voto finale.

La sua approvazione, grazie alla determinazione, forza morale e intellettuale dell’assessore Marson, che è riuscita a mantenere dritta la barra e a non cedere alle contraddizioni e ricatti della sua maggioranza, è da ritenere un successo che onora la Toscana e serve al Paese per affrontare le nuove sfide, che vedono il territorio e la sua agricoltura al centro di un nuovo sviluppo e una nuova prospettiva rurale, all’insegna della sostenibilità.

Una necessità urgente per bloccare la crisi dovuta a un sistema fallito, che, però, continua a: sprecare risorse fondamentali come quelle naturali; non dare risposte alla sicurezza alimentare e porre fine alla fame estrema, che tocca due miliardi di persone, soprattutto bambini.
Si tratta invece di confermare il ruolo che spetta all’agricoltura di produrre cibo, cioè energia prima di cui ha bisogno il mondo animale, preoccupandosi, innanzitutto, di assicurare un reddito adeguato ai suoi protagonisti, gli agricoltori, e di una gestione sostenibile dell’intero territorio.

Senza le pratiche agricole, che hanno a cuore l’ambiente, e senza i suoi protagonisti, non è possibile favorire la conservazione del suolo, tutelare la qualità dell’acqua, conservare la biodiversità, dare spazio alle innovazioni.

Il piano paesaggistico della Toscana, anche così come approvato, resta – a detta dell’Assessore Marson e di altri esperti – comunque “uno strumento portatore d’innovazione culturale e normativa uno straordinario evento e un risultato importante…avanzato per la Toscana del futuro”.

Non solo per le riflessioni prima riportate riferite al territorio e alla sua agricoltura, ma, soprattutto, alla luce dei profondi cambiamenti in corso, che toccano in profondità sia l’ambiente che il paesaggio, oggetti fondamentali che il sistema ha sempre considerato d’interesse privato e non collettivo.

Il Piano Paesaggistico della Toscana ora è una realtà che mette nelle mani della collettività il territorio, un patrimonio che serve a costruire il domani possibile, facendo tesoro della sobrietà e della conoscenza.

Teatro Naturale -pubblicato il 10 aprile 2015 in Pensieri e Parole > Editoriali

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