11 febbraio 2013

CENSIMENTO BIODIVERSITA' VITIVINICOLA


Al Canada il primato delle varietà

di Pasquale Di Lena
ITALIATAVOLA

Ben 474 le varietà di viti censite in Canada, con 48 sinonimi. Nella lista del bellissimo Paese del Nord America, multietnico ed ospitale si trovano alcune delle migliori viti selezionate e conservate con passione

cartelli stradali canada Quando ci è capitato di leggere la lista internazionale delle varietà di viti, organizzata dall’Oil, quale risultato della compilazione delle liste dei 33 paesi membri e non membri di questa “Organizzazione internazionale della vite e del vino” e, con nostra grande sorpresa, ci siamo dovuti ricredere sul primato dell’Italia in quanto a biodiversità viticola.

In testa, con 474 varietà di viti e 48 sinonimi, è il Canada, il delizioso paese del nord america, caratterizzato da lunghi inverni rigidi, che ha accolto gran parte dell’emigrazione italiana dopo la fine della seconda guerra mondiale e per tutta la metà degli anni ’60.

Seguito in classifica, con 453 varietà e 118 sinonimi, dall’Italia; Francia (340 e 62) e Portogallo (340 e 26); Stati Uniti (318 e 21); Nuova Zelanda (306 e 63); Croazia (271 e 186); Romania (230 e 84); Svizzera (223 e 30); Australia (201 e 74) e, al disotto di questa cifra tutti gli altri paesi con il Giappone fanalino di coda con una sola varietà (Kashu) e un solo sinonimo (Kashu kashu).

Organizzazione internazionale della vigna e del vinoFra i vitigni canadesi di chiara origine italiana abbiamo trovato “Corvina”, “Nebbiolo”, “Aleatico” e “Pagadebiti” che richiama il noto vitigno romagnolo.

E poi, altri nomi italiani che fanno pensare alla loro provenienza dalle regioni del nostro Paese quali compagni dei nostri emigranti, insieme con altre piante, come sono stati, tanti secoli fa, i vitigni introdotti dai coloni greci sbarcati nelle regioni del nostro meridione, in particolare Campania, Puglia e Calabria.

C’è anche un “Aurore” che, posso pensare, più che l’Italia richiama la deliziosa cittadina al nord di Toronto, che abbiamo avuto modo di conoscere e visitare più volte grazie al nostro amico Elio, uno che ha dato molto all’immagine che i vini italiani hanno oggi in Ontario e nelle altre provincie del Canada.

L’Italia solo seconda e per poco, un risultato che non toglie ma arricchisce il suo patrimonio di biodiversità con i primati nel campo olivicolo e ortofrutticolo che, con questi ed altri preziosi testimoni, fanno dei nostri territori l’origine della qualità e delle bellezze, soprattutto paesaggistiche.

3 commenti:

  1. Molte di queste varieà, dando un'occhiata veloce all'elenco dell'OIV, sono di chiara importazione europea, francesi ed italiane, come giustamente sottolinei. L'emigrazione verso il Canada è stata senza dubbio fondamentale per arricchire notevolmente il loro panorama ampelografico. Interessante sarebbe capire quante di queste realmente sono autoctone, o quanto meno legate a quel territorio da almeno qualche secolo, prima dell'ondata emigratoria.

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    1. sono d'accordo che questo patrimonio così ricco sia dovuto all'arrivo in Canada da ogni parte del mondo di milioni di emigranti, tra i quali i nostri a partire dalla fine del 1800, che amavano il vino e non ne volevano sentire la mancanza. Sono convinto che tanti nostri vitigni hanno visto i loro nomi o i rispettivi sinonimi trasformati in inglese o, nella provincia del Quebec, in francese.
      Vedo se posso sapere se sono state fatte ricerche in tal senso. Il Direttore dell'Oiv, Federico Castellucci, è un mio amico che, con l'Enoteca Italiana, ho applaudito a Parigi più di dieci anni fa quando è stato eletto a questa prestigiosa carica dando onore all'Italia. Ancora oggi è direttore stimato nel mondo della vitivinicoltura mondiale.

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