Olivicoltura, annata incerta Patuto: «Il clima può condizionarla»

di Pasquale Di Lena
ITALIA A TAVOLA
Pubblicato il 21 agosto 2018 | 09:55

Pur sapendo che siamo lontani dalla possibilità di esprimere previsioni riguardo alla prossima raccolta delle olive, è importante capire quale sarà, da ora in poi, il percorso che ci porterà a fare queste previsioni.

Il percorso menzionato è il risultato di un impegno che coinvolge un milione e più di olivicoltori e interessa, dove più e dove meno, tutte le regioni italiane, ad eccezione della Val d’Aosta.

Alessandro Patuto (Olivicoltura, annata incerta Patuto: «Il clima può condizionarla»)
Alessandro Patuto

Ho chiesto a Alessandro Patuto, l’esperto di olivicoltura, che, nella sua veste di presidente della Cooperativa Olearia Larinese, è anche esperto frantoiano, conoscitore e protagonista del mercato. La cooperativa che conosce ed esalta i caratteri della “Gentile di Larino”, l’antica varietà della terra dei frentani, una delle 19 autoctone molisane delle 530 italiane, quella che rappresenta 1/3 dell’olivicoltura molisana.

Una realtà, l’olivicoltura molisana, che, anche se piccola di fronte all’olivicoltura nazionale, ha però storie e primati da raccontare: Venafro e il suo olio, il più ricercato ai tempi dell’impero romano; sempre Venafro, il primo e, ancora, l’unico Parco al mondo dedicato all’olivo; Larino, la città che dà il suo nome ad altre due varietà autoctone “Salegna” e “San Pardo”, oltre che alla “Gentile”.

Larino, l’antica capitale dei Frentani, moderna Città dell’Olio per eccellenza quale culla, nel 1994, della gloriosa e attiva Associazione Nazionale delle Città dell’Olio. E ora la parola passa ad Alessandro Patuto per sapere il suo pensiero sulla prossima annata che, qui a Larino, prende il via tra la fine settembre e i primi di ottobre.

(Olivicoltura, annata incerta Patuto: «Il clima può condizionarla»)

Hai un’idea di cosa succederà a ottobre e quale sarà la nuova raccolta?
L’annata pessima (182mila tonnellate) dell’olio italiano, il 2016, è stata riscattata dalla buona raccolta del 2017 (429mila tonnellate + 135%). Poco più della media produttiva del nostro attuale patrimonio olivicolo. Agli amici dell’Olio “Gentile di Larino”, che, già da qualche tempo, mi chiedono quale sarà la nuova raccolta, adesso posso solo dire che siamo ancora in una fase prematura, tant’è che anche i più esperti analisti si astengono dal dare numeri. Esprimono, quanto me, una serie di preoccupazioni per il gelo che, all’inizio della primavera, ha colpito una gran parte degli oliveti in Italia, e non ha escluso il Molise, in particolare la varietà “Gentile”.

Cosa pensa dell’andamento climatico, in particolare quello di questi giorni di metà agosto?
Preoccupa, certamente, il caldo umido di quest’ultimo periodo e il ripetersi dei temporali, come ha preoccupato l’andamento climatico di quest’inizio estate. Entrambi possono condizionare fortemente la nuova annata. Non è per niente da sottovalutare il fenomeno del tutto naturale dell’alternanza delle produzioni che caratterizza fortemente l’olivo, con un’annata “di scarica”, quella prossima, di fronte a un’annata “di carica”, come quella che ha caratterizzato la raccolta dello scorso anno. Non è da escludere, infine, il pericolo della terribile ”mosca olearia”.

Alessandro Patuto e la giornalista Benigna Mallebrein (Olivicoltura, annata incerta Patuto: «Il clima può condizionarla»)
Alessandro Patuto e la giornalista Benigna Mallebrein

Cosa fare?

Bisogna lavorare ancora di più, pur sapendo dei costi aggiuntivi che comporta questo processo, soprattutto se deve affrontare e prevenire gli attacchi della mosca per ottenere e assicurare ai nostri consumatori il massimo della qualità.

Quali i possibili prezzi?
Per quanto riguarda i prezzi dell’olio extravergine di oliva, la mia impressione è, soprattutto se biologico e/o Dop, e/o monovarietale, che essi lieviteranno, non solo per un processo (noto anche nel passato) dell’accaparramento delle olive, ma anche per un aumento crescente della domanda di olio di assoluta qualità: quella interna, e, soprattutto, quella proveniente dall’estero, sempre più forte e sempre più indirizzata verso l’acquisto del vero e solo olio italiano.

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