6 aprile 2017

Il Festival della cucina con la Cozza tarantina a Pozzilli, Hotel Dora

Una pomeriggio e una serata davvero interessanti quelli che ieri ha visto protagonista  il salone delle feste dell’Hotel Dora, con la Cozza protagonista i cucina e a tavola. Questo prezioso frutto tipico del Mar Piccolo di Taranto, oggi allevato e sottoposto a strettissimo controllo, nel rispetto della qualità e della salubrità.

Pino Marino e Adriano Cozzolino
La tappa conclusiva del “Festival della Cucina della Cozza tarantina”, giunto alla XI edizione, organizzata dai due bravi cuochi  del noto albergo di Pozzilli, Adriano Cozzolino e Pino Marino.
Due le iniziative  in programma: la finale per la scelta del campione tra i vincitori delle cinque tappe del Festival 2016 e la Tavola rotonda “Le pietanze nella memoria”, che ha occupato tutto il pomeriggio.
Un confronto serrato sul grande tema del Cibo che ha visto impegnati  il Presidente del Centro di cultura Renoir, Cav. Cosimo Lardiello, ideatore del Festival; Cristina Latessa, giornalista dell’Ansa; Luigi torelli della rivista “Italia Turismo”; Harry Di Prisco, giornalista Gist; Adriano Cozzolino; Giovanna May, Accademia della Cucina Italiana; Emilia Vitullo, esperta di turismo; Carmelina Colantuono, la signora di Frosolone che con la sua mandria continua il rito e mito della transumanza; Mario Stasi, agronomo esperto di viticoltura e olivicoltura; Vittorio Sallustio, presidente dei cuochi molisani, Pasquale Di Lena, appassionato di cibo e di cucina.
Tanti contributi,tutti di livello, all’interessante confronto, che ha messo in luce le questioni del momento come il territorio con i suoi valori e le sue risorse; l’agricoltura e la ruralità; la qualità e la biodiversità; la tradizione; lo straordinario e immenso patrimonio di eccellenze agroalimentari Dop e  Igp, Doc e Docg, a rischio con l’approvazione del Ceta, il trattato Europa – Canada, di qualche mese fa, se ratificato, e del Ttip, l’altro trattato con gli Usa se verrà posto all’attenzione del Consiglio d’Europa e approvato.
Bisogna dire NO a questi trattati se si vogliono salvare i nostri territori che – è bene ricordarlo – sono l’origine della qualità del nostro cibo, espressa non solo dai prodotti a indicazione geografica e, non solo, ma anche dai quasi cinquemila prodotti tipici legati alla tradizione, con il Molise che ne conta  159 e si pone all’11° posto nella classifica delle regioni italiane.
La transumanza e gli allevamenti tradizionali soppiantati dalla ricerca della quantità degli allevamenti intensivi e, peggio ancora, super intensivi.  Il turismo legato al cibo e alla cucina.  Il ruolo della donna in cucina, soprattutto nel Molise. Un ruolo tutt’ora fondamentale. La cucina e le stagioni, le feste, i riti, le ricorrenze, le tradizioni.
Riflessioni di grandi attualità soprattutto per il Molise che, se vuole programmare e progettare il suo domani, deve porre al centro le risorse e i valori che il territorio ha e può esprimere solo se salvaguardato,e tutelato e valorizzato.
A chiusura della ricca e interessante manifestazione la proclamazione del vincitore e la consegna del trofeo di campione 2016 al giovane e bravissimo cuoco, Mirko Ricci, del Park Hotel Ricci di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. Applausi
Larino, 06.04.2017

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