19 gennaio 2017


                                      LA VOCE DEL PASTORE, IL RACCONTO DI UN INCONTRO

Il clima a La Piana dei Mulini, l’antica struttura recuperata da Michele Lucarelli e trasformata in ristorante, albergo, luogo d’incontro, era quello del Natale che è nella nostra mente: la neve, la stradina ghiacciata, il gelo, i suoni della zampogna e della ciaramella, la voglia di stare insieme ed ascoltare “La voce del Pastore”.
Non c’erano i pastori della transumanza né quelli che ancora oggi portano al pascolo le pecore, ma due pastori dell’anima, Mons. Gianacarlo Bregantini, della Diocesi di Campobasso-Bojano, e Mons. Angelo Spina, molisano che guida la Diocesi di Sulmona, e presiede la Conferenza episcopale del Turismo Abruzzo- Molise , con il Direttore di questa importante espressione dei vescovi delle due regioni, l’avv. Mario Ialenti, che il mondo dello sport molisano e quello dell’Atletica Italiana conosce essere stato uno dei suoi dirigenti più capaci e più attivi.
Il tema, il territorio con i suoi valori e le sue risorse, la possibilità di accarezzarlo con i passi di cammina per conoscere questo patrimonio di bontà e di bellezza, espressione della nostra identità. Un bene comune che ha bisogno di essere curato perché possa diventare eredità delle future generazioni e non essere sperperato per dare ragione a un sistema, che mostra sempre più il suo fallimento avendo un unico fine da raggiungere, il denaro. Bisogna, per salvare il territorio, i territori, la madre terra, far sì che il denaro torni ad essere un mezzo e non un fine.
E’ stata citata più volte dai relatori “Laudato sì”, l’enciclica di Papa Francesco nei suoi passaggi più significativi, a dimostrazione che c’è una strada percorribile per ridare alla natura quella pace di cui ha urgente bisogno l’umanità.
Una strada che la politica, presa com’è a seguire altre indicazioni, non ancora riesce a individuare.

Ieri, in un incontro di grande interesse per i temi trattati e le importanti riflessioni fatte, la politica e la classe dirigente del Molise era, con la sola eccezione del vicesindaco di S. Polo Matese, completamente assente, perdendo così una grande opportunità di ascolto delle tante possibilità che, pur ci sono, per dare al Molise la sicurezza del domani. Non è il numero di abitanti che può definire un’istituzione, ma il ruolo che è in grado di svolgere per affermare il suo domani e contribuire al domani delle altre regioni e del Paese.
Soprattutto oggi nel pieno sviluppo della globalizzazione. Un fenomeno che, in questa fase, non si può fermare, ma che, però,  è d’obbligo indirizzare verso obiettivi di pace e di buonsenso; promozione e valorizzazione di quei territori che compongono il glocale; possibilità di camminare, viaggiare, vivere e godere del tempo libero per fare sport, turismo, movimento così come è nello spirito della Conferenza del tempo libero, turismo e sport che ha organizzato l’incontro a La Piana dei Mulini.
Una pastorale – a livello nazionale diretta da Don Mario Lusek che il Molise conosce bene -che non è un’agenzia di viaggio, ma lo strumento capace di immettere in questi campi i valori cristiani e umani proclamati dal Vangelo di Gesù cristo. Oggi, parlando di tempo libero, sappiamo che c’è uno spazio molto più ampio del passato, soprattutto di creatività e di realizzazione personale che il turismo e lo sport alimentano. Uno spazio che contribuisce a dare pienezza alla dignità umana e, come tale, da seguire con grande attenzione. 
L’ampia e approfondita riflessione è solo in parte riportata in questa nota. In particolare quella centrale sui borghi, cioè – parlando soprattutto di quelli molisani -un insieme di tesori di arte, paesaggi, storia, architettura, cultura, tradizioni, che possono essere recuperati unendo il campanile e la torre attraverso le case abitate da chi trova nei sogni la speranza; nella piazza l’incontro; nella campagna, che circonda ognuno dei 136 borghi, la bellezza e la bontà; nelle tradizioni, l’espressione di una propria cultura.
Sono questi i caratteri propri di una Regione che, grazie alla sua accentuata ruralità, è una “Città-campagna”, un’immagine che, con un’attenta strategia di comunicazione, ha tutto per essere spesa sul mercato globale.
Certo un’immagine che non passa nella testa della classe politica e dirigente del Molise, se è vero che solo qualche giorno fa, in un incontro a Campobasso, ha rilanciato l’industrializzazione come la sola idea di sviluppo di questa nostra regione. Pochi giorni fa, dicevo, e non anni fa, quando nessuno poteva prevedere i guai di uno sviluppo - tutto concentrato su questa importante attività e incurante della perdita della centralità dell’agricoltura e della sua ruralità, oggi le grandi modernità - che ha fallito, al pari del sistema che l’ha promosso. 
Prima di chiudere due parole per Dino Angellaccio, architetto, figlio di Agostino per lungo tempo presidente della Camera di Commercio d’Isernia, che vive e opera Firenze ed è un membro di un’associazione a carattere mondiale, la TFA (Turism for All o,in italiano, Turismo per Tutti) impegnata nella promozione, diffusione e attuazione di una cultura volta a migliorare la qualità turistica in un’ottica tesa a garantire ai camminanti e ai pellegrini l’accessibilità. La possibilità, cioè, di riempire e appagare un’esperienza turistica al di là dell’età, della funzionalità del proprio corpo e dello stato di salute.
A chiudere, dopo una serie di intermezzi, il Gruppo di S: Polo Matese, che il 14 dicembre u. s., hanno avuto l’onore di far sentire il canto della zampogna e della ciaramella a Papa Francesco.
E’ anche questo il Molise.
pasqualedilena@gmail.com

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