1 novembre 2016

IL CONFRONTO


Due rappresentazioni: quella del neoliberismo che ci rende ciechi e ci trascina per meglio farci sprofondare nel vuoto della storia, della cultura, dei valori e, così, uniformarci riducendoci a numero; quella di una donna ben nutrita, che ha cura della sua bellezza, madre che stringe al petto l proprio figlio per allattare il cucciolo di un cinghiale.

A confronto due mondi, l'uomo che si lascia trascinare, senza fare alcuna resistenza, e cade nel baratro, e, la donna, l'essere che l'uomo cosiddetto "civile" considera "primitivo", che vive in armonia con la natura e nutre il domani dei suoi esseri.

Chi può parlare di benessere, civiltà, domani, felicità: l'uomo accecato da chi accumula denaro uccidendo e distruggendo (vi ricordate di quel bush che, pensando di esportare la civiltà in Iraq, cioè là dove la civiltà è partita, è riuscito a distruggere pezzi di quella civiltà e a far contare milioni di morti la gran parte civili, donne e bambini!) il pianeta, cioè la terra che ci ospita e, con l'acqua, l'aria, la luce, il cibo, ci dona la vita.

Pensavo a queste due rappresentazioni ieri sera a Termoli, nella sala parrocchiale di S. Timoteo, mentre ascoltavo, appagato dei profumi e dei sapori della cultura che non sentivo più dall'incontro di qualche mese fa a Morcone, il prof. Paolo Maddalena, illustrare due suoi libri, entrambi pubblicati dalla Donzelli, il primo nel 2014 "Il territorio bene comune degli italiani - Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico" e il secondo, uscito nel mese di giugno u.s., "Gli inganni della finanza - Come svelarli, come difendersene".

L'emerito vice presidente della Corte costituzionale parlava di territorio, proprietà collettiva, beni comuni, proprietà privata e interesse pubblico;  una massa enorme di dollari accumulati nelle banche; finanza creativa, cartolarizzazione e di un'America, riesce a ripartire dalla crisi del '1929 grazie ai consigli di Keynes a Roosevelt con la sua finanza produttiva e non speculativa e predatoria com'è quella di un neoliberismo, l'economia che sta mettendo a rischio il pianeta, la sua biodiversità e, per quanto riguarda l'Italia, sta, con i governi posti al suo servizio, finendo di mangiarsi i pochi gioielli di famiglia rimasti, dopo aver depretato, con la riconosciuta violenza, quelli più preziosi.

E noi ciechi, sempre più estranei a un processo partito nel 1981, che è diventato sempre inarrestabile, soprattutto con Berlusconi, lo stesso Prodi, e poi tutti gli altri governi nominati, fino all'attuale che, incurante della crisi e dei rischi, continua ad eseguire gli ordini della finanza con "Sblocca Italia", jobs act, trivellazioni, furto di territorio, privatizzazioni e liberalizzazioni, la necessità (per il sistema) di mettere mano (piedi) alla Carta costituzionale, la sola che, se applicata, ci può salvare da questa nuova invasione che lascia dietro di sé davvero il deserto.

Due libri da leggere per i temi di grande attualità sviluppati con la cura di un ricercatore che non vuole tradire e stare lontano dalla verità.

pasqualedilena@gmail.com

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