16 ottobre 2016

GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE E DELL’AGRICOLTURA



Non una festa ma, oggi e domani, momenti di riflessione sul valore e il significato del cibo, che l’agricoltura produce utilizzando il territorio. Il bene comune più prezioso che raccoglie, dentro un paesaggio modellato dal coltivatore, la terra con la sua poca o grande fertilità.

Sta qui la sacralità del territorio che è, anche e soprattutto, espressione della nostra identità, della diversità e di ciò che è vita, la biodiversità.

Lo sfruttamento esagerato del pianeta, specialmente negli ultimi decenni, ha portato a concentrare la ricchezza sempre più in poche mani e ad allargare la fascia delle povertà (anche in Italia) con miliardi di persone, soprattutto bambini che muoiono di fame o che piangono la fame per il cibo che non hanno.

Combattere le politiche che hanno dato vita ad un sistema, e, che continuano ad alimentarlo nonostante il suo totale fallimento e la pesantezza della crisi, è un dovere di ogni cittadino, soprattutto delle madri e dei padri che vogliono davvero un futuro migliore per i propri figli. Saperli in giro per il mondo per nutrirsi di saperi e di bellezze, esprimersi con le proprie capacità, ma capaci di poter tornare sempre quando decidono di farlo per non sentirsi, scacciati, emigranti.

Il nostro territorio ha un grande bisogno dei suoi figli per poter esprimere tutta la ricchezza di valori e di risorse che ha.

Esso è per me un ideale da difendere e promuovere, la nuova bandiera da far sventolare in alto per salvaguardare il cibo e la qualità che esso esprime. Il cibo, la sola vera energia vitale degli esseri viventi. Tutte le altre fonti, quando non programmate e non finalizzate a curare il clima - da tempo malato, soprattutto per colpa di fonti di energia sbagliate - sono solo un mezzo per accumulare denaro e  offendere il territorio, se non distruggerlo.

Sta qui, come dicevo in una riflessione fatta e pubblicata ieri, il mio No al nuovismo e a tutte le iniziative che portano a limitare il cibo, a uniformarlo e appiattirlo; a renderlo svuotato di qualità e a non dare ad esso un nome legato a un preciso territorio che, della qualità, è l’origine.

“Nutrire il pianeta” è uno stupendo messaggio che non può valere solo per promuovere l’Expo delle multinazionali del cibo, ma vale se ogni giorno stimola l’impegno che spetta a ognuno e, con la continuità, esprimere, sapendo che il cibo è felicità, nostra e di tutti, se tutti lo possono avere e mangiare.

E’ questa la mia riflessione che pongo alla riflessione degli altri. Il modo migliore per ricordare che, oggi e domani, è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e Agricoltura.
pasquale

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