2 ottobre 2015

BUONE NOTIZIE PER L’AGRICOLTURA ITALIANA E I CONSUMATORI


Il Governo italiano ha presentato ieri la richiesta all’Unione europea di vietare su tutto il territorio nazionale la coltivazione di Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Ha anticipato di due giorni la scadenza di domani 3 Ottobre, facendo tirare un sospiro di sollievo agli 8 italiani su 10 che hanno dichiarato il proprio all’OGM. E, non solo, anche alla biodiversità che, insieme al territorio, è tanta parte dell’origine della qualità del nostro cibo. Un NO secco ai processi di omologazione e un SI chiaro e forte alla diversità, che, per le multinazionali, rappresenta un veleno che uccide i loro sporchi affari; al rispetto dell’ambiente che, oggi più che mai, ha bisogno di amici capaci di difenderlo e di azioni adeguate a far nascere un’inversione di tendenza.

Dentro questa buona notizia c’è un’altra, altrettanto interessante, sempre riguardo agli OGM, ed è quella che la superficie destinata a queste coltura in Europa registra un calo del 3%. Speriamo sia l’inizio di un calo crescente, anche se non sono da sottovalutare le potenti azioni di lobby e, cioè di persuasione, che, grazie all’enorme quantità di denaro, sono in grado di mettere in campo.

Pensiamo ai consumatori ed ai vantaggi che ognuno di noi può ricavare da cibo sano, il solo che riesce ad assicurare un’alimentazione salutare.  

Una seconda buona notizia riguarda l’export di vino italiano, con una crescita consistente del giro d’affari nel primo semestre del 2015 pari a un +6.4% pari a un aumento di fronte allo stesso periodo del 2014 di ben 155 milioni di euro (da 2387 a 2542 milioni di euro, grazie al balzo del prezzo unitario da 2,40 euro litro a 2,60). Ben 855 milioni di euro di vino esportato vanno al Veneto, che continua a vivere il successo strepitoso del suo Prosecco, attestandosi al primo posto nella classifica delle regioni italiane riferite all’esportazione. A seguire il Piemonte con 436,3 milioni di ettolitri e, subito dopo, la Toscana con 427,5 milioni di ettolitri ma con il balzo in avanti più consistente (+25,8%).

Per chiudere questa breve nota scritta con l’aiuto di Agrinotizie, diciamo che Usa, Germania e Regno Unito restano i tre principali mercati di sbocco  del nostro vino e sono quelli dove bisogna concentrare di più le nostre attenzioni ed azioni, senza, però, perdere di vista altri mercati (Asia centrale) che segnano una forte crescita di consumi che andranno sempre più a aumentare.

pasqualedilena@gmail.com

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