2 aprile 2015

La salute non ha prezzo ma un costo!

Un messaggio molto interessante, di grande attualità, che merita di essere condiviso e diffuso.

Nicola, mio amico caro, nato a Bonefro, dove ha svolto la sua prima esperienza di medico, vive a Firenze e svolge tutt'ra la sua attività di cardiologo, dopo aver vissuto la sua professione tutta all'Ospedale San Giovanni di Dio della bella città gigliata. Conosciuto e stimato per la sua professionalità e per le sue doti umane, sempre più rare oggi. Alla base della sua missione ha posto l'umiltà e della sua alta professionalità ha posto, invece, la cultura. 

                           ...Voglio dirvi qualcosa sulla Sanità che dovrebbe interessare tutt...i. La cura della salute è un diritto ma è un diritto che costa (la salute non ha prezzo ma ha un costo!). La spesa sanitaria aumenta continuamente: nuove macchine nuovi farmaci nuove esigenze. Il costo crescente comincia ad essere un problema grave. Esso non è sempre giustificato: un prezzo non trascurabile è attribuibile a prestazioni inutili e talvolta dannose. L' OMS calcola che l'utilizzo inefficiente delle risorse sanitarie va dal 20 al 40% (negli USA sarebbe del 30%). Le cause dello spreco sono molte, ne cito alcune: 1- la divulgazione TV e stampa. Ho notato che spesso il medico parla di nuove metodiche e farmaci con tono trionfalistico (non so quanto per mostrare la sua capacità di aggiornamento o per spinte interessate). Ciò induce le persone a chiedere sempre di più; per non dire della pubblicità fatta ai medici dalle società produttrici di farmaci;

2-I pazienti e i loro familiari vogliono "tutto", anche il superfluo e a volte il dannoso. Solo due esempi: l'abuso di antibiotici col risultato che diventano sempre più inefficaci (i batteri resistono ad essi); l'abuso di alcune indagini. Molti mi chiedono di voler fare la scintigrafia del cuore che non solo costa molto ma adopera radiazioni dannose. Quando spiego loro che una scintigrafia del cuore equivale a radiazioni di circa mille lastre del torace (i medici lo sanno?) si spaventano. Molti vogliono "vedere le vene del cuore": la coronarografia costa e ha rischi; ha indicazioni precise ma è abusata (leggevo che un famoso cardiologo americano ha dichiarato che aver fatto la coronarografia a Bush e poi l'angioplastica- il famoso palloncino- fu un errore grossolano: non c'erano indicazioni né per l'una né per l'altra); 3-una spinta notevole delle ditte produttrici di farmaci e apparecchi. Non so quanto sia vero ma qualcuno sospetta che l'abbassamento dei valori normali di certi valori del sangue (es. il colesterolo: prima normale sino a 240 poi sino a 220 ora sino a 200 e meno) possa essere influenzato da interessi economici (vendere più farmaci).

3- metterei anche la moda. Certi esami e certe cure vanno di moda e non sono giustificati;

4- fattore importante, la cosiddetta medicina difensiva. Oggi si porta con facilità il medico in tribunale (qualcuno sospetta, con lo zampino di alcuni avvocati i quali guadagnano sempre sia se vincono sia perdono la causa). Questo porta il medico a prescrivere molti esami per cautelarsi. Si calcola che in Italia la Medicina difensiva (esami inutili) costa 10 miliardi l'anno. Vorrei anche aggiungere che per il medico è più facile prescrivere esami che perdere tempo a visita, parlare, ascoltare ecc.. Non è sempre colpa del medico: il suo ambulatorio è affollato da gente veramente malata e da altri che potrebbero fare a meno. I responsabili della Sanità hanno chiesto alle società scientifiche della varie specialità (in America e in Europa) di indicare alcuni esami inutili o precisare quando sono utili e quando sono da evitare. Questa mia nota nasce non solo dalla mia convinzione dello spreco (credo che in me sia rimasta l'iniziale esperienza quando a Bonefro me la dovevo cavare senza esami di laboratorio: quasi tutto era affidato alla preparazione e al buonsenso. Ovviamente oggi questo non basta e gli esami sono indispensabili) ma dalla lettura di un articolo medico dal titolo molto attraente: "Fare di più non significa fare meglio". E' uno sforzo che dovrebbe interessare tutti: per il medico saper fare, per gli altri: educazione sanitaria e consapevolezza del bene pubblico che purtroppo è molto carente. Bisognerebbe avere fiducia nel proprio medico (che, ovviamente, se la dovrebbe meritare non solo con la preparazione ma con la "dedizione": saper ascoltare, saper spiegare, saper convincere); bisognerebbe non lasciarsi trascinare da ciò che si sente in TV o si legge su Internet (vedo su facebook tante pubblicità mediche: non fidatevi!). In Medicina quasi tutto è temporaneo; mi basta ripensare ad alcuni esami di tanti anni fa che sembravano molto sofisticati e poi sono scomparsi o ad alcune terapie passate di moda. Vorrei anche ricordare che la migliore medicina preventiva è il moto (camminare almeno mezz'ora al giorno): purtroppo non si vende e non è pubblicizzato. 

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