24 ottobre 2014

Oggi la giornata mondiale della pasta e pochi giorni fa dell’Alimentazione.


Oggi la Giornata mondiale della Pasta, che ho avuto modo di ricordare e onorare con una mia riflessione su face book, postata ieri. Pochi giorni fa (il 16 di questo mese) la Giornata mondiale dell'Alimentazione a ricordarci gli sprechi del consumismo. Ancora ieri sera un altoparlante di Renzi a Servizio Pubblico, ricordava le misure in atto del governo - soprattutto gli 80 euro e il Tfr in busta paga - tutte tese a rilanciare i consumi.

Per fortuna 2/3 degli italiani, un po' più intellettualmente onesti e capaci, si sono subito adeguati alla pesante crisi ch mal sopporta il Pase e il mondo, tornando alla saggezza della sobrietà, cioè, hanno tagliato gli sprechi, anche se ancora oggi ben 76 Kg. di prodotti alimentari continuano ad andare nella spazzatura.

Con 800 milioni di persone nel mondo, che non mangiano o mangiano ben poco, sapere che 1/3 del cibo prodotto viene buttato, fa pensare e capire il senso della follia della società consumistica e della stupidità di chi la vuole rilanciare, invece di informare ed educare le persone alla frugalità e alla scelta della qualità, due armi micidiali contro lo strapotere delle multinazionali.

Non dimenticandoci che nel 2050 il mondo sarà popolato da quasi 10 miliardi di persone!

Una scadenza importante che dovrebbe far riflettere sul dato che  1/3 del cibo prodotto, dicevo, viene buttato nella spazzatura, uno spreco al quale bisogna aggiungere i costi altissimi per la raccolta. Come dire 1, 3 miliardi di tonnellate di cibo prodotto che hanno impegnato e occupato 1,4 miliardi di ettari di terra fertile.

Sono dati quali che dovrebbe far riflettere tutti, ripeto, ma, soprattutto quelli che si donano alla politica e all'amministrazione e governo della cosa pubblica, per capire che la programmazione non è un optional, che c'è necessità di piani, e, visto che siamo nell'era della conoscenza, di progetti e partecipazione.

Si tratta, in pratica, solo di pensare al futuro e non di rimanere inchiodatati a un presente che esprime una crisi pesante dovuta a un sistema fallito e che il neoliberismo che governa l'Europa e, grazie al Pd, il nostro Paese, vuole perpetuare a tutti i costi.

Perderli questi governatori, soprattutto quelli che ci sono stati regalati, non porterebbe ai disastri ai quali si va incontro con la politica degli annunci, ma si guadagnerebbe, e non poco, avendo la possibilità di capire che il male è nel servilismo a un capitalismo che non ha pietà per la natura e, quindi, per l'uomo. Poi, per dirla con il presidente De Nicola, chiù scurdele d'a mezzanotte ne po' èsse!

pasqualedilena@gmail.com

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