9 gennaio 2013


 

Il PATRIMONIO INDUSTRIALE DEL MOLISE

Il libro a cura di Roberto Parisi e  Ilaria Zilli  

Sarà la Casina Nazionale Frentana, con i suoi ambienti appena restaurati nel Palazzo Ducale nel centro storico di Larino, a ospitare, giovedì 24 alle ore 17.30,  l’incontro di presentazione del libro “Il Patrimonio Industriale nel Molise”, uscito alla fine dell’anno appena trascorso.

Anteprima che vede protagonista l’Università degli studi del Molise con tre dei suoi docenti, Rossano Pazzagli, i curatori del libro, Roberto Parisi e Ilaria Zilli, la ricercatrice Virginia Di Vito e il sociologo Berardo Mastrogiuseppe, alla presenza del Sindaco di Larino, Guglielmo Giardino, Il Presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis e l’amministratore delegato dell’Atm, Paolo Larivera De Matteis, l’azienda sponsor dell’evento.

Si tratta della presentazione di “Itinerari di un censimento in corso” del patrimonio archeologico industriale del Molise, cioè di un insieme di beni e di risorse umane e culturali a significare che anche nella nostra piccola regione, l’ultima e  la meno toccata dal processo di industrializzazione del dopoguerra, ci sono importanti testimonianze, materiali e immateriali della civiltà industriale, che meritano di essere monitorate per essere conosciute, salvaguardate, tutelate e valorizzate.

Risorse sulle quali vale la pena investire per non cancellare, con la perdita di strutture e documenti, la loro memoria, che sta a dimostrare, nel caso specifico del Molise, quanto esso sia oggi di grande attualità soprattutto nel campo dell’agroalimentare.

Sta qui il ruolo delle istituzioni ai vari livelli e, soprattutto, di chi intende governare queste risorse con idee e progetti che rimettono al centro il territorio, il punto dal quale ripartire per vincere il futuro.

La storia, la cultura, il paesaggio, le tradizioni, le attività, ccioè tutto quello che ha in sé ed esprime l’archeologia industriale, sono i valori e le risorse del territorio sui quali merita investire per uscire dal pantano e ripartire per dare spazio e forza all’agroalimentare, all’artigianato e al turismo di qualità.

Un libro davvero interessante, che offre queste ed altre riflessioni, molti stimoli in un momento in cui diventa fondamentale il rilancio della partecipazione e delle proposte utili ad allargare la conoscenza, la base sulla quale poggiare la costruzione del futuro.

 

 

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