31 ottobre 2012

FACCE DA VIGNAIOLI?


 di Sebastiano Di Maria

Devo essere sincero, quando ho visto le immagini che troverete nel seguito del post, sono sobbalzato dalla sedia lanciando un urlo liberatorio, stile curva calcistica. Vi chiederete cosa possa scuotere in questa maniera un tranquillo blogger di provincia – ammesso che rimanga (la provincia naturalmente), vista la spending review – alle prese con la routine quotidiana, se non un gol del campione della propria squadra del cuore o, che ne so, la lettura dei numeri del “lotto alle otto” o davanti a una bottiglia di vino straordinaria. Tranquilli, nulla di tutto questo, purtroppo direi, ma qualcosa su cui stavo lavorando da qualche tempo, che stavo mettendo su con fatica, vista la difficoltà di recuperare il materiale in rete o su riviste specializzate, e che gelosamente ho custodito fino ad oggi nella mia pen drive. In un attimo, grazie al quotidiano “Tre Bicchieri” di Gambero Rosso, tutto questo ben di Dio disponibile a portata di click, una vera manna dal cielo. Di cosa si tratta? Sono “facce da tre bicchieri”, come le definisce l’autorevole rivista, cioè i super premiati della guida vini 2013 del Gambero Rosso, il non plus ultra dell’enologia nazionale, che con i loro bei visi, dopo i loro vini, allieteranno gli appassionati degustatori. Proprio quello che cercavo per confezionare un bel post provocatorio, anzi, neanche tanto, vista la situazione. In effetti, l’articolo che volevo confezionare aveva l’obiettivo di porre l’attenzione su un aspetto della vitivinicoltura italiana, sempre più in mano ad imprenditori, personaggi dello spettacolo, professionisti dell’alta finanza che occupano le copertine patinate dei principali rotocalchi di settore e non, e sempre meno con lo schivo vignaiolo al centro, quello con le mani sporche, con la faccia segnata dalla fatica e dal tempo, il vero valore aggiunto della nostra vitivinicoltura autoctona. Stavolta non mi dilungo in commenti o considerazioni personali, che lascio a voi, anche perché le immagini parlano da sole, magari lasciandovi solo il gusto di un totovignaiolo. Ma vi prego, non "scommetete", altrimenti rischio di essere deferito perché "non potevo non esserne a conoscenza".


Fonte: Tre Bicchieri - Gambero Rosso


il mio commento
E' un bel commento che merita una rigflessione attenta. Bravo Sebastiano. C'è da dire che fra piacere vedere al centro della seconda raccolta di foto, subito sotto la foto del proprietario del mitico "Sassicaia", quella di Alessio Di Majo della Di Majo Norante di Campomarino. Il Molise questa volta c'è ed è anche nella parte più alta del quadro rappresentativo della vitivinicoltura italiana

2 commenti:

  1. Grazie Pasquale. Speriamo di vedere la faccia di qualche altro conterraneo il prossimo anno.

    RispondiElimina
  2. me lo auguro vivamente Sebastiano. Per il Molise che ha bisogno di immagine. Fin quando non si rendono conto che ciò che più conta oggi è stare insieme in uno strumento che li rappresenta tutti, con tutti che rappresentano il territorio. Insieme, però, per progettare e programmare strategie di marketing che sono alla base dei grandi successi. Essere dentro uno strumento libero da condizionamenti esterni che sono stati e continuano ad essere la rovina dell'agricoltura molisana.

    RispondiElimina